CHIETI – È polemica a Vasto (Chieti) per la presenza di una maglietta con la stella a cinque punte e il richiamo alle Brigate Rosse durante il congresso locale dei Giovani Democratici.

A pubblicare l’immagine è stato il profilo Facebook di Gioventù Nazionale di Chieti che definisce quanto accaduto “un insulto alla memoria storica del Paese e alle vittime del terrorismo”.

Immediata la replica dei giovani dem che prendono le distanze “in maniera netta e senza ambiguità” spiegando però che il ragazzo che indossa la tshirt non è un dirigente né ricopre alcun incarico nei Giovani Democratici né nel Pd.

“Chi sfoggia fieramente simboli del genere non manifesta un’opinione, ma compie un atto di apologia nei confronti di un’organizzazione criminale che ha seminato morte, terrore e distruzione – spiegano i giovani militanti di Gioventù Nazionale sui social -. Le Brigate Rosse non hanno nulla di folkloristico o ironico, non sono un mito da richiamare né un’icona da stampare su una maglietta: sono il volto del sangue versato, di Aldo Moro barbaramente assassinato, dei servitori dello Stato falciati dalla violenza”.

I giovani di Fratelli d’Italia chiedono “una condanna immediata e pubblica, partendo soprattutto da chi ha sempre ostentato una presunta ‘purezza’ del suo mondo giovanile”.

E “una presa di posizione di condanna netta e ferma rispetto allo scempio cui abbiamo assistito anche dal sindaco di Vasto Francesco Menna, il quale non può permettersi di voltarsi dall’altro lato”.

La presa di distanza “in maniera netta e senza ambiguità” arriva dal segretario regionale dei Giovani Democratici, Saverio Gileno.

“Ho già chiesto la rimozione della foto dai social su cui è apparsa che non sono quelli del Gd – scrive Gileno -. Il ragazzo che la indossa ha sbagliato, non è un dirigente della nostra organizzazione e non ricopre alcun incarico né nei Giovani Democratici né nel Partito Democratico e il suo gesto non può in alcun modo essere considerato espressione della nostra comunità politica, prenderemo provvedimenti negli organi del partito. I Giovani Democratici, sono pienamente consapevoli del dolore e delle ferite ancora aperte lasciate dagli anni di piombo, stagione buia della storia repubblicana segnata da terrorismo, sangue e violenza. Non scherziamo, non minimizziamo e non autorizziamo in alcun modo ironie, sarcasmi o atteggiamenti revisionistici su un tema che ha riguardato la vita democratica del Paese e il sacrificio di troppe vittime innocenti”.