PESCARA – “L’attività promozionale svolta a tutti i livelli dalla Regione Abruzzo nel settore agroalimentare viene richiesta esplicitamente da centinaia di aziende del territorio abruzzese”.
Lo afferma in una nota-fiume l’assessore regionale all’Agricoltura, Mauro Febbo (nella foto), che spiega che “‘Abruzzo in Canada’ è un appuntamento al quale abbiamo deciso di aderire proprio per rispondere all’appello di ben 457 aziende agroalimentari di vari settori con le quali questo assessorato è in contatto costante”.
”NON ANDIAMO A SPERPERARE SOLDI”
“In Canada come altrove – rimarca l’assessore – non andiamo a perdere tempo, né a sperperare i soldi degli abruzzesi. Venuto meno l’appuntamento in India, sono stati gli operatori del settore a chiederci di partecipare a quello di Montreal, e noi lo abbiamo fatto volentieri. Partecipare ad una Fiera a livello internazionale costa, e non poco, al pubblico, fra stand, allestimenti, attrezzature e spese di soggiorno e al privato fra quota e spese di soggiorno. Solo l’acquisto dello spazio incide per centinaia di migliaia di euro”.
“Basti pensare – ricorda Febbo – che per partecipare al Vinitaly, una Regione come la Campania ha speso 5,8 milioni di euro,la Sicilia 4,9 milioni, il Veneto 5,3 milioni di euro. La Giunta abruzzese, alle prese con le note ristrettezze, ma che non per questo rinuncia a ruoli e funzioni, ha cancellato appuntamenti, quelli sì inutili, nei Paesi in cui, vedi Romania, Estonia e altri, per le condizioni socio-economiche, difficilmente potrebbe attecchire la vendita di prodotti abruzzesi”.
”CONTRIBUTI ESTERNI, E’ LA PRIMA VOLTA”
“Per la prima volta, invece – rivela l’assessore all’Agricoltura – alle Fiere contribuiscono finanziariamente in maniera consistente Unioncamere e il Centro estero delle Camere di commercio; per la prima volta, e ciò accade da due anni, la Regione Abruzzo aderisce ai bandi e dunque accede ai contributi stanziati direttamente dal Governo nazionale. Per la prima volta, questo assessorato, e dunque la Regione, usufruisce di misure attivate grazie al Piano di sviluppo rurale (Psr) e dunque di finanziamenti che provengono dall’Unione Europea: quindi, anche i governi nazionali ed europeo credono e vogliono che la Regione faccia promozione. Per la prima volta, le spese per la partecipazione della Regione a Fiere e Rassegne sono diminuite: siamo passati dagli otto milioni di euro dell’ultima legislatura a poco è più di un milione e 700 mila euro ottenendo, mi sia consentito, migliori risultati in termini promozionali rispetto al passato”.
”FIERE IMPORTANTI, NON SONO GITARELLE”
“Ci sono – sostiene Febbo – i contributi dei privati che ci chiedono insistentemente di partecipare a Fiere e Rassegne soprattutto a livello internazionale. Fiere e Rassegne sono l’occasione in cui, esposizioni a parte, si realizza l’incontro fra domanda e offerta, si firmano contratti, si gettano le basi per costituire e ampliare reti commerciali. Non sono gite, né gitarelle”.
“Una promozione molto importante – va avanti l’assessore – avviene anche nell’ambito abruzzese: basti pensare, a tale riguardo, che solo il 37 per cento degli abruzzesi consuma pasta locale, poco più del 50 per cento acquista olio abruzzese e il 55 per cento beve vino abruzzese”.
”L’AGROALIMENTARE E’ IN CRESCITA”
A fronte della complessiva attività di promozione che viene svolta, i risultati, pubblicati dalla stampa pochi giorni fa, sono inequivocabili: nel 2009, anno nero per l’economia, l’unico dato positivo del Prodotto interno lordo, lo certificano Istat, Cresa e Bankitalia, è arrivato dall’agroalimentare, che ha fatto registrare una crescita del 4,4 per cento con un significativo più 6,9 per cento delle esportazioni”.
Nel primo trimestre del 2010, sono le statistiche snocciolate da Febbo, la crescita dell’intero settore è al +6,9 per cento e le esportazioni fanno segnare + 16 per cento. Nel trend di crescita si distinguono il vino, +16 per cento, e la pasta, + 25 per cento, una crescita ancora più significativa se si pensa che sono aumentati i volumi mentre i prezzi in alcuni casi sono diminuiti.
“I dati del primo semestre 2010 – attesta l’assessore – seppure non definitivi, sono ancora migliori. Questi sono fatti e dati ufficiali, presentati anche dall’economista abruzzese, profesosr Pino Mauro, un docente universitario che non è notoriamente vicino alla mia parte politica. Quanto alle spese sostenute per Fiere e Rassegne, la rendicontazione è pubblica e disponibile”.
“La verità – conclude Febbo – è che vorremmo essere anche più presenti a tali manifestazioni: per adesso, le difficili condizioni economiche non ce lo consentono, ma non per questo verrà meno un forte sostegno alla promozione, a tutti i livelli, dell’agroalimentare abruzzese”.






