L’AQUILA – In merito alla nota di Confindustria Abruzzo sui dati economici riguardanti anche l’agricoltura regionale, l’assessore al ramo, Mauro Febbo, non contesta i numeri in se ma l’analisi complessiva dei dati sull’occupazione fornita dall’associazione degli industriali e riferiti soprattutto al settore rurale .

“In relazione al numero complessivo di occupati del secondo trimestre 2010 – afferma Febbo – per l’Abruzzo emerge un – 0,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2009. Addirittura il nord accusa una flessione dello 0,9 per cento mentre il calo del Mezzogiorno si attesta addirittura al – 1,4 per cento. Solo il Centro fa registrare un lieve incremento dello + 0,1 per cento. Già questo escluderebbe che nella nostra regione si possa parlare di crisi nera così evidenziato da Confindustria. Semmai si può discutere di crisi e, comunque, al netto del calo fisiologico dovuto al terremoto”.

“Forse – aggiunge l’assessore – nello studio e nella valutazione dei dati occorrerebbe maggiore serenità di giudizio. È, inoltre, un fatto che l’analisi dei dati degli industriali emerge da un sistema di contrattazione completamente diverso da quello che vige in agricoltura”.

“Nel mondo agricolo, infatti – spiega l’assessore Febbo – vengono attivati rapporti di lavoro stagionali che incidono in maniera preponderante sul calcolo complessivo. In agricoltura, quindi, consiglierei di attestarsi ai report dell’unica fonte ufficiale e quindi più attendibile che è l’Inps e che si basa sulle giornate dichiarate”.

A tal riguardo, e per esplicitare il concetto, Febbo ricorda che “ovviamente, non si dispone di dati al 31 dicembre 2010 mentre si hanno dati ufficiali al 31 dicembre 2008 e 2009. Ebbene, il numero delle aziende che assumono manodopera nel 2008 e’ stato pari a 2444 mentre nel 2009 c’ è stata una flessione di 133 unità, attestandosi sulla cifra di 2311. Invece, il numero delle giornate lavorative dichiarate è salito da 1 milione 634 mila del 2008 a 1 milione 676 mila del 2009 con un saldo positivo di 42 mila giornate lavorative. Il che, da una semplice analisi, contrasterebbe con il dato relativo al numero delle aziende”.

Pertanto, l’assessore Febbo, nel confermare la validità dei dati esposti precedentemente, afferma che “i dati di cui siamo in possesso, fissati al 30 giugno scorso, sono ricavati da fonti autorevoli come Bankitalia, Istat e Confcommercio”.

“Peraltro – ha proseguito – danno tutti segnali fortemente positivi in relazione al nostro sistema agricolo sia in termini di export (+16,6 per cento), sia in termini di Pil (+7,01 per cento), sia in rapporto al volume complessivo. Non sfuggirà all’attenzione di qualsiasi attento osservatore che i raffronti vanno riferiti al 31 dicembre. Infatti, nell’ultimo semestre dell’anno (vedi raccolta di prodotti orticoli e frutta) ma soprattutto nell’ultimo trimestre in agricoltura si svolgono tutte quelle attività (leggi vendemmia e molitura delle olive) che richiedono un maggior numero di occupati”.

Inoltre, l’assessore Febbo sottolinea che “solo la molitura delle olive vede impegnate settecento aziende con più di duemila addetti. Quindi, nel ribadire la diversità delle modalità di calcolo per rilevare gli occupati in agricoltura e quelli nell’industria (in agricoltura ciò che conta sono le giornate lavorative dichiarate) – ha specificato Febbo – si confermano, pertanto, i dati forniti da questo assessorato che, in questo contesto rappresenta pur sempre il Governo della Regione, il quale monitora costantemente la situazione economica e tiene aggiornati i dati statistici sulla base delle tabelle che tempestivamente anche Inps ed Inail ci trasmettono”.

Tornando ai numeri, solo per l’agroalimentare si parla di incremento del Pil vicino alle due cifre e intorno al 20 per cento in relazione all’export mentre per la prima volta si supereranno i 100 milioni di fatturato in ordine al vino esportato.

“Tutto ciò non significa che le cose vadano bene – ha rimarcato l’assessore – ma che le analisi andrebbero fatte con più attenzione e magari da chi non sia propriamente parte interessata”.

Infine l’assessore conclude con un interrogativo: “Mi piacerebbe sapere da Confindustria a quale comparto riferiscono i dati relativi ad aziende come De Cecco, Amadori. All’industria o all’agricoltura? Sono certo che i dati sarebbero ancora migliori”.