PESCARA – L’Abruzzo ha aderito al 6° Censimento generale dell’agricoltura, cominciato nell’ottobre 2010, e questa mattina i risultati provvisori dello studio, fatto su un modello ad alta partecipazione, ossia che vede la gestione diretta della rete di rilevazione e della registrazione dei dati, sono stati presentati, in conferenza stampa dall’assessore all’Agricoltura della Regione Abruzzo Mauro Febbo, il rappresentante della Cia Carmine Masone e dal coordinatore per l’Abruzzo della Fondazione Campagna Amica della Coldiretti David Falcinelli.
AGRICOLTURA: CENSIMENTO PER L’ABRUZZO, ECCO TUTTI I DATI
“Questi dati – ha dichiarato Febbo – sono la base per poter definire e indirizzare al meglio le politiche che saranno alla base della predisposizione del prossimo piano di sviluppo rurale. Non saranno dati sterili, quindi, e fine a se stessi”.
Anche se provvisori, si tratta di macrodati, quelli analitici saranno disponibili dall’aprile 2012, quando si farà un seminario apposito con tutte le associazioni per analizzarli, i dati presentati dalla Regione danno un’idea chiara dei cambiamenti avvenuti dal precedente censimento del 2000.
Nel censimento del 2010 sono state escluse le aziende agricole con Sau (Superficie agricola utilizzabile) inferiore a 0,3 ettari e le aziende zootecniche la cui produzione è destinata a uso familiare.
Risulta che la percentuale di aziende con Sau maggiore o uguale a 30 ettari in Abruzzo è aumentata del 60,89 per cento, in Italia invece del 16,87 per cento.
Diminuisce il numero totale delle aziende agricole, meno 13,6 per cento, ma aumenta del 199,4 per cento il numero di aziende con terreni in affitto e in uso gratuito.
Dato importante è l’aumento, del 6 per cento, delle aziende agricole con a capo le donne. Quindi aumento delle “quote rosa” dell’agricoltura che vede su 66 mila 454 aziende un buon 35 per cento gestite da donne.
Anche la superficie agricola media per azienda ha subito un notevole aumento del 20,35 per cento, passando da 8,4 ettari di Sat (Superficie Agricola Totale) del 2000, a 10,1 ettari nel 2010. Per la Sau (Superficie agricola utilizzata) l’aumento è invece del 17,85 per cento.
La Sat della Regione Abruzzo è pari al 62 per cento della superficie dell’intero territorio regionale, la Sau invece è pari al 40,5 per cento, quindi buona parte dei terreni idonei all’agricoltura sono sfruttati e coltivati.
Il tipo di possesso più diffuso in Abruzzo è la sola proprietà, il 74,83 per cento. Teramo è la provincia al primo posto con la percentuale più alta di proprietà, 80,87 per cento, L’Aquila è all’ultimo posto, con meno aziende di sola proprietà, il 54,33 per cento.
Per quanto riguarda le coltivazioni, aumenta la superficie di terreni investiti a olivo per produzione, più 6,4 per cento, diminuisce invece la superficie di terreni investiti a fruttiferi, meno 36,4 per cento, e a vite, meno 13,3 per cento.
Aumenta anche la superficie di terreni investita a pascoli e prati permanenti con un più 4,2 per cento.
Altri cali si sono avuti, in questi 10 anni, per quanto riguarda gli orti familiari per autoconsumo, meno 10 per cento, per l’arboricoltura da legno, meno 15,6 per cento e per il numero di vacche da latte, meno 14,2 per cento.
Le aziende zootecniche rappresentano l’11,6 per cento delle aziende censite nella Regione Abruzzo. L’Aquila registra l’incidenza maggiore con il 30,2 per cento, Chieti è all’ultimo posto con 4,2 per cento. La maggior parte delle aziende zootecniche si trovano nelle Province dell’Aquila e di Teramo dove c’è la maggior concentrazione per un totale del 66 per cento.
Le aziende sono quasi tutte a conduzione familiare, la percentuale è del 98,5 per cento, confermandosi come la forma di conduzione più diffusa, sebbene siano incrementate altre forme di conduzione che passano da un numero di 73 a 398 totali.
Per quanto riguarda il grado di scolarizzazione del capo azienda, si può osservare che il 4 per cento non ha alcun titolo, il 37 per cento ha la licenza elementare, il 30 per cento quella della media inferiore, appena il 5 per cento un diploma di qualifica, un 19 per cento il diploma di scuola superiore e aumenta al 5 per cento il numero di capoazienda con la laurea, ovviamente le differenze sono notevoli a seconda dell’età, il numero maggiore di laureati è nel range 40-59 anni.
Lo studio ha anche analizzato il tipo di allevamento e la diffusione sul territorio regionale: i bovini, nel 52 per cento delle aziende zootecniche, e gli ovini, nel 41 per cento, rappresentano gli allevamenti più comuni in Abruzzo sebbene siano in diminuzione.
L’allevamento di bufalini, invece, è in crescita con un numero di capi che passa da 53 nel 2000 a 103 nel 2010, ma praticato soltanto da 11 aziende.
L’allevamento di bovini è diminuito in tutte le Province meno che all’Aquila, che registra un più 17 per cento. A Teramo invece sono abbastanza diffusi gli allevamenti di suini che risultano nel 40 per cento delle aziende zootecniche. Per gli ovini la diminuzione a livello regionale è del 26 per cento. (a.c.)
Intanto...
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