L’AQUILA – Se il requisito principale richiesto alla Protezione civile è quello dell’immediatezza e linearità della sua azione, lo stesso non può dirsi dell’iter percorso in Abruzzo per dotare di un direttore l’Agenzia regionale nata a dicembre scorso per reagire in modo più finalizzato e tempestivo alle emergenze e per il quale è stato mercoledì scorso approvato il bando da parte del capodipartimento Risorse, Fabrizio Bernardini. 

Il presidente della Regione Marco Marsilio, Fratelli d’Italia, a maggio aveva infatti chiesto un parere al capo della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli, su due quesiti: la possibilità di poter nominare direttamente il titolare, in modo fiduciario e senza un bando, e se era possibile derogare, per scegliere una professionalità esterna alla Regione, ai limiti di legge del 10 per cento delle figure dirigenziali dell’organico regionale, riservate appunto agli esterni.

La risposta è arrivata con un’ordinanza del 9 giugno, che da l’ok, inequivocabile, alla deroga per la professionalità esterna, e anche, assicurano fonti interne agli uffici regionali sulla possibilità di non fare il bando e andare per le vie brevi.

Interpretazione dell’ordinanza contestata dall’ufficio di presidenza e anche dal direttore Bernardini, fatto sta che alla fine si è deciso di fare il bando pubblico per un “quasi” capo dipartimento, che guadagnerà per tre anni uno stipendio annuo di 115mila euro lordi e rappresenta dunque una carica molto ambita. 

Si attende ora solo la pubblicazione sul bollettino ufficiale e da quel momento ci saranno dieci giorni di tempo per presentare le candidature.

Borrelli nell’ordinanza del 9 giugno ha scritto che “al fine di garantire la piena operatività dell’Agenzia regionale di protezione civile e fronteggiare efficacemente la situazione emergenziale in atto, la regione Abruzzo, fino alla cessazione dello stato di emergenza conseguente agli eventi sismici in rassegna, è autorizzata ad affidare l’incarico di Direttore dell’Agenzia ad estranei alla pubblica amministrazione, in deroga al limite del dieci per cento per la nomina di dirigenti”. 

Aspetto a cui il presidente Marsilio e l’assessore al personale e Bilancio, Guido Liris, fautore della nuova agenzia, anche lui di Fratelli d’Italia, tenevano molto, perché ciò garantirà maggior margine di manovra, visto che delle otto posizioni esterne, sette sono già state “consumate” con i bandi in corso per figure dirigenziali, e ne sarebbe rimasta disponibile una soltanto. 

Ora invece la direzione dell’agenzia affidata fuori il recinto della tecnostruttura, non inciderà su questa già risicata aliquota.

Nell’ordinanza di Borrelli poi si afferma che “al direttore spettano 15.000 euro, riferiti al compenso annuo comprensivo degli oneri fiscali e previdenziali”, a valere sul bilancio regionale. 

A seguito dell’ordinanza c’è stato però chi negli uffici regionali ha sostenuto che ci sarebbe stata la possibilità di evitare il bando pubblico, visto che appunto non veniva prescritto esplicitamente, e sarebbe stato possibile procedere ad una nomina fiduciaria e diretta, come avviene per altre agenzie regionali.

Ipotesi però negata dall’ufficio di presidenza e in particolare da Bernardini, sostenendo che la necessità di un bando va considerata sottintesa, tenuto conto di quello che è accaduto per figure parificabili al direttore dell’agenzia in questione. 

Nel bando dunque, i requisiti richiesti sono “l’aver svolto attività in organismi ed enti pubblici o privati, organismi ed enti internazionali, ovvero aziende pubbliche o private, con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali”, “l’aver conseguito una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e post universitaria, da pubblicazioni scientifiche e da concrete esperienze di lavoro maturate da almeno un quinquennio, anche presso altre amministrazioni pubbliche, in posizioni funzionali per l’accesso alla dirigenza”, il provenire “da settori della ricerca, della docenza universitaria, delle magistrature e dei ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato”.

La valutazione delle candidature è svolta sulla base del curriculum e della sintesi descrittiva, tenendo conto dell’esperienza maturata della rilevanza delle competenze e delle conoscenze riconducibili alla specifica professionalità, i titoli conseguiti al termine di un percorso di studio post-universitario, rilasciati da istituzioni universitarie, attinenti alla professionalità richiesta, ed altri titoli curriculari che qualifichino le conoscenze e competenze professionali in relazione all’incarico da ricoprire. 

Sono positivamente valutati, inoltre: “buona conoscenza degli strumenti informatici e delle banche dati”, “di una o più lingue ufficiali dell’Unione Europea”.

La proposta di conferimento dell’incarico “al soggetto ritenuto maggiormente idoneo” sarà formulata dal presidente della Giunta Regionale. La giunta regionale, sulla scorta della proposta, conferirà l’incarico. (f.t.)