L’AQUILA – Non solo agente di polizia penitenziaria, ma anche appassionato di fotografia che, con la reflex al collo, gira per cimiteri e cattedrali italiane, cercando di immortalare scorci e momenti che abbiano dei tratti gotici.

Questa la passione di Marco De Pascale, 54 anni, nato ad Anagni (Frosinone), ma da ben 25 anni all’Aquila, dove si è anche sposato con Stefania.

La sua inclinazione lo ha portato a girare molto, ma soprattutto gli ha dato anche una grossa soddisfazione: dal 18 ottobre infatti, è riuscito ad allestire una sua mostra fotografica all’Aquila presso il Palazzetto dei Nobili.

“Modern Dark Gothic Fantasy art, questo il nome scelto per l’esposizione, che illustra il lavoro di tanti anni” come spiega Marco ad AbruzzoWeb.

“Ho raccolto delle immagini – racconta – utilizzando anche dei protagonisti reali, ho avuto la collaborazione dei miei amici che si sono prestati a dei travestimenti, a metà tra il macabro e il grottesco, alcuni in tema con la prossima festività di Halloween”.

Non solo, quindi, paesaggi, ma anche una trasposizione reale, “altre foto ancora – aggiunge – sono degli scorci delle mie terre natie, nei dintorni di Anagni, in cui ho voluto giocare con le luci e le ombre per dargli un risultato che abbia del misterioso”.

Come nasce questa passione per il mistero e per le ambientazioni dark? Marco è sicuro, l’ha sempre avuta “sembra la pubblicità di un ufficio di pompe funebri, ma in realtà è così: amo fin da bambino aggirarmi per cimiteri. Con quelle ambientazioni silenziose, le croci, le ombre spettrali, il silenzio a tratti angosciante, luoghi che mi hanno ispirato questa anomala ma profonda forma d’arte”.

Dopotutto la sua città natia è famosa per avere dei luoghi con tratti esoterici, come per esempio Casa Barnekow, anche detta casa del visionario, in centro storico, come spiega Marco, “è una struttura di epoca cinquecentesca, un luogo definito magico, dove sono presenti degli enigmatici affreschi che hanno un qualcosa di esoterico”.

Non solo questa casa ma, aggiunge, “la cattedrale di Anagni, dove ci sono delle nicchie dal sapore noir e tutte le campagne intorno. Con la mia reflex sono stato spesso a San Donato Val Comino vicino Frosinone, al cimitero, ambientazione perfetta dove, insieme a una modella di nazionalità rumena, ho scattato alcune foto, che sembravano prese dal castello del conte Dracula”.

Un cimitero molto antico quello del Frusinate, con molti pezzi artistici al suo interno, ricco di lapidi e tombe che ricordano un pò i cimiteri dei vecchi film horror di stampo americano.

Parlare della morte non è facile, invece Marco ne ha fatto un’arte e un modo per farla apprezzare, contestualizzando questa sua esposizione proprio a ridosso della festa di Halloween.

Il macabro e il goliardico si incontrano e fanno festa, come promette Marco per il 31 ottobre “ci sarà, all’interno della mostra, una bara esposta al centro della sala, bara che ho avuto in prestito dalla ditta Taffo Onoranze Funebri che hanno la sede all’Aquila sulla strada statale 80 vicino la Total”.

“Faremo festa – continua – celebrando l’oscurità come fanno in America da tanti anni, insieme ad alcune modelle, le quali, sapientemente truccate e travestite, gireranno per la sala, posizionate anche dentro la bara”.

Un’idea non oltraggiosa nei riguardi della morte ma un modo come un altro per onorarla, “alla fine fa parte della vita – commenta – o quanto meno è la fine stessa del nostro ciclo vitale”.

“Mi sento di ringraziare – conclude – Marcello Di Giacomo, organizzatore di eventi aquilano – da sempre in prima linea per organizzare feste fuori dai soliti schemi, e un poeta molto giovane, Shiva Guerrieri, autore di poesie malinconiche e struggenti, che ha anche recitato all’interno della mia mostra”.