L’AQUILA – Anche gli Alpini del nono reggimento dell’Aquila impegnati nell’operazione “Omid” a Farah (Afghanistan) hanno partecipato alla ricostruzione di un ponte distrutto il 6 giugno a Pusht Rod dagli insorti, lungo la strada che collega Farah con la zona occidentale della provincia.

Sono state le comunità della zona a segnalare il fatto agli alpini della Task – Force South. Così è stata subito pianificata l’operazione, con lo scopo di ripristinare la libertà di movimento in un asse importante, utilizzato anche per trasportare prodotti agricoli destinati al mercato di Farah.

Durato numerosi giorni, con temperature superiori ai 45 gradi, l’intervento ha visto una prima fase in cui è stato bonificato il tratto che congiunge il capoluogo a Pusht Rod, durante la quale sono stati ritrovati due ordigni esplosivi improvvisati e altrettante bombe inesplose.

Il tutto è stato fatto brillare in sicurezza dagli specialisti del 32° genio. Nella seconda fase sono state sgomberate le macerie del ponte distrutto, che è stato immediatamente sostituito da un prefabbricato posizionato dai genieri inquadrati dalla Task-Force South.

“Abbiamo risposto rapidamente – ha dichiarato il colonnello del nono reggimento Alpini, Franco Federici – a un vero e proprio sabotaggio rivolto contro i villaggi di Pusht Rod da parte degli insorti, che hanno anche seminato ordigni lungo la strada per cercare di impedire il nostro intervento di ricostruzione”.