PESCARA – “Quel 5 febbraio 2024 c’è stato dolo nel rappresentare una falsa realtà, ovvero
l’inizio di opere dell’aeroporto d’Abruzzo, che invece sarebbero cominciate soltanto sette mesi dopo, e tale rappresentazione era funzionale alla propaganda elettorale in corso all’epoca”.

A tornare sui ritardi dei lavori per l’allungamento della pista dell’aeroporto d’Abruzzo, ripercorrendo tutte le tappe della vicenda,  è ancora una volta il deputato del Partito democratico, Luciano D’Alfonso, ex presidente della Regione.

“Vedremo se la giurisdizione riterrà di intervenire affinché questo malcostume non abbia a ripetersi. Intanto davanti alla Commissione vigilanza della Regione dalla Responsabile Unica del Progetto (RUP), Luisa Del Proposto, apprendiamo che i lavori sono effettivamente iniziati soltanto il 6 maggio successivo, dunque tre mesi dopo l’allegra scenetta ad uso televisivo. Intanto proporrò Del Proposto, per il Cavalierato del Lavoro, in quanto è raro trovare un dipendente pubblico che dica la verità facendo crollare il castello di frottole raccontate dai politici che amministrano attualmente la Regione”.

LA NOTA DI D’ALFONSO

E’ interessante ricostruire la vicenda del cantiere per l’allungamento della pista dell’aeroporto
d’Abruzzo attraverso le dichiarazioni degli esponenti della maggioranza che governa la
Regione Abruzzo.

E’ così che si intuisce quello che – parafrasando Gadda – potremmo chiamare “quer pasticciaccio brutto de via Tiburtina” (la strada che porta allo scalo aereo).

1) Marsilio inizia a interessarsi della questione il 20 dicembre 2022, dopo quasi quattro
anni dalla sua elezione, quando dichiara: “La gara per il prolungamento della pista
dell’aeroporto è stata aggiudicata ieri, subito dopo Natale Aric completerà la determina di
assegnazione e la Saga potrà procedere con l’apertura del cantiere”. Da un’affermazione del
genere ci si aspetterebbe un rapido inizio dei lavori – anche perché i fondi erano stati stanziati
sin dal 2016 dalla giunta regionale da me presieduta – invece tutto tace per 14 lunghi mesi.

2) Arriviamo al 5 febbraio 2024, giorno della sceneggiata di Marsilio con pala e caschetto
a favor di telecamere: “Oggi siamo qui ad aprire il cantiere”, gongola trionfante il presidente
romano. Ma dopo la messinscena ad uso elettorale (mancavano cinque settimane alle
consultazioni regionali) tutto tace di nuovo. Nessun operaio a sporcarsi la tuta, nessuna ruspa
a solcare il terreno.

3) Qualcuno se ne accorge e fioccano le proteste, e così il 18 marzo 2024 deve intervenire il
presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri per fare il quadro della situazione: “Non
appena avremo completato le opere di bonifica bellica e ambientale vedremo le ruspe in
azione per l’allungamento della pista dell’aeroporto, con un obbligo: rispettare i tempi di
consegna del cantiere senza ritardi”. Dunque a distanza di un mese e mezzo dall’esibizione
marsiliesca, il cantiere non solo è ancora chiuso, ma risulta persino non consegnato. Ma che
importa? Le elezioni sono passate, adesso si può dire la verità.

4) Passa la primavera, passa l’estate, ma il cantiere è ancora un’utopia. Bisogna aspettare
il 26 settembre 2024 affinché Marsilio annunci che i lavori sono finalmente partiti. Ma lo fa
cadendo in confusione: “Il Genio Militare ha dato qualche giorno fa il parere favorevole al
collaudo e il benestare per la bonifica di eventuali ordigni bellici”. Sarebbe bene che il
presidente romano si facesse spiegare cos’è un progetto, cos’è un appalto, cos’è una consegna
dei lavori, cos’è un inizio dell’attività di cantiere, qual è la loro propedeuticità, quando entra
in campo la bonifica bellica e cos’è l’effettiva produzione di cantiere (che con una carnevalata
è stata anticipata rispetto alla bonifica bellica).

5) Ma c’è di più: nella stessa intervista Marsilio assicura che i lavori finiranno entro
gennaio 2025. Purtroppo in quella data il cantiere è ancora aperto, e allora il presidente
viaggiatore ne spara un’altra: “Nel 2025 l’aeroporto d’Abruzzo toccherà il milione di
passeggeri”. L’aveva già promesso un anno prima, con i risultati ben noti: 25.000 utenti in
meno e asticella ferma sotto quota 850.000. Toccherà fare gli scongiuri davanti a certe
previsioni.

6) E arriviamo al 6 febbraio 2025, allorché grazie alla deposizione resa davanti alla
Commissione vigilanza della Regione dalla Responsabile Unica del Progetto (RUP), Luisa
Del Proposto, apprendiamo che i lavori sono effettivamente iniziati soltanto il 6 maggio
successivo, dunque tre mesi dopo l’allegra scenetta ad uso televisivo.

7) L’inganno è svelato e dalla maggioranza si cerca di correre ai ripari: ci prova il solerte
consigliere regionale Massimo Verrecchia, affermando che “Marsilio un anno fa ha
ufficializzato l’avvio a qualsivoglia attività che si ritenesse necessaria per rendere l’area
interessata del tutto sgombra da ogni impedimento per l’effettivo intervento sulla pista”. Il
burocratese di Verrecchia non riesce ad alterare la sostanza dei fatti: quel giorno il presidente
romano si è fatto immortalare con pala e caschetto affermando “oggi siamo qui ad aprire il
cantiere”, cantiere che poi è risultato effettivamente attivo soltanto mesi dopo. Intanto è la
stampa (e non la Regione Abruzzo) a farci sapere che i lavori dovrebbero terminare a maggio
2025; mai come in questo caso, il condizionale è d’obbligo.

8) Dunque quel 5 febbraio 2024 c’è stato dolo nel rappresentare una falsa realtà, ovvero
l’inizio di opere che invece sarebbero cominciate soltanto sette mesi dopo, e tale
rappresentazione era funzionale alla propaganda elettorale in corso all’epoca. Vedremo se la
giurisdizione riterrà di intervenire affinché questo malcostume non abbia a ripetersi.
Intanto proporrò la Responsabile Unica del Progetto (RUP), Luisa Del Proposto, per il
Cavalierato del Lavoro, in quanto è raro trovare un dipendente pubblico che dica la verità
facendo crollare il castello di frottole raccontate dai politici che amministrano attualmente la
Regione.