L’AQUILA – Una tragedia guasta la festa dell’Aquila per l’Adunata nazionale degli alpini.
Un uomo di 80 anni, Giovanni Vignola, originario della provincia di Cuneo, è morto in mattinata dopo essersi sentito male e accasciato al suolo in via Strinella, nelle vicinanze della chiesa di Santa Rita.
Una tragedia strettamente connessa alla sfilata perché l’uomo era un alpino e si preparava, appunto, a partecipare all’evento.
Secondo quanto si è appreso, alcune persone che erano con lui hanno chiamato il 118 che è intervenuto sul posto per i soccorsi.
Purtroppo, però, non c’è stato più nulla da fare.
LA VITTIMA ERA UNO STORICO FABBRO
Viveva a Villanova Solaro (Cuneo) l’anziano alpino ottantenne stroncato da un malore oggi a L’Aquila mentre assisteva all’adunata nazionale delle Penne Nere.
Giovanni Vignolo, classe 1935, sposato, quattro figli, aveva raggiunto il capoluogo abruzzese giovedì scorso in compagnia di due alpini più giovani.
Era il capogruppo delle penne nere di Villanova Solaro, gruppo affiliato alla sezione Monviso di Saluzzo.
Questa mattina, sentendosi stanco, aveva rinunciato alla sfilata, preferendo assistervi da spettatore.
Ma ha accusato comunque il malore che gli è stato fatale.
“Era un’anima del nostro paese – racconta Simone Alberto, sindaco di Villanova Solaro (900 abitanti). Assieme al fratello aveva lavorato una vita come fabbro ed era una di quelle persone sempre pronte a dare una mano, a dedicare tempo ed energie per il paese”.
“Per noi – conclude il sindaco – è una grave perdita”.
UNA PENNA NERA SUONA PER LUI
Un pensiero per la vittima è stato espresso sulla propria pagina Facebook dal giovane sacerdote aquilano, don Federico Palmerini, che stava celebrando messa ignaro proprio nel momento del malore fatale e ha svelato anche un aneddoto.
“Mentre celebravo la Messa delle 9 in parrocchia, accanto alla nostra chiesa Giovanni, alpino di Saluzzo, 80 anni, ‘è andato avanti’, colto da un infarto mentre si recava alla sfilata”, ha scritto.
“Tra i tanti segni di vicinanza a questo alpino e a suo nipote, venuto con lui all’Aquila, ce n’è stato uno eccezionale per la sua semplicità: un alpino, accortosi dell’accaduto – ha raccontato il religioso – dal bordo opposto della strada (apparentemente a distanza…), si è fermato, ha tirato fuori la sua armonica a bocca e ha salutato con un breve brano musicale l’alpino Giovanni (così gli si è fatto vicino…). Anche questa è l’adunata, ma soprattutto questa è bella umanità!”.





