L’AQUILA – L’Adunata nazionale degli alpini che ci sarà all’Aquila nel 2015 potrebbe garantire una ricaduta economica sull’evento di 120 milioni di euro.
Lo ha evidenziato uno studio del laboratorio di economia locale della sede di Piacenza dell’Università Cattolica di Milano che ha preso in esame l’adunata che si è svolta nella città emiliana nel 2013.
La ricerca, attraverso un’indagine con questionario (ne sono stati consegnati oltre 1200), ha puntato l’obiettivo sull’impatto diretto di breve-medio periodo che l’evento ha avuto sul territorio in termini di visitatori, attività economiche, servizi erogati, spesa pubblica e privata.
Il giro d’affari complessivo è suddiviso in 70 milioni che sono ricaduti direttamente sul territorio piacentino, mentre altri 50 milioni sono stati generati nel resto d’Italia.
I 342mila partecipanti all’Adunata hanno speso complessivamente 56 milioni solo per il viaggio, il vitto, l’alloggio e spese varie.
I principali settori produttivi locali che hanno beneficiato delle ricadute generate dalla spesa dei partecipanti sono alberghi, bar e ristorazione per il 48,5%, il commercio al dettaglio (13%), il settore dei trasporti (4,1%) e quello agroalimentare con il 3,9%,
La spesa totale ha determinato ricadute sul sistema economico produttivo, sia a Piacenza, sia nelle province esterne, innescando una serie di interrelazioni complesse tra le imprese locali e quelle esterne, per lo più rientranti nei rapporti commerciali già intrattenuti prima dell’Adunata, ma in parte anche nuovi.
Lo studio ha evidenziato anche un altro dato interessante relativo all’occupazione: sno stati creati 1.300 nuovi posti di lavoro temporanei nei mesi precedenti alla manifestazione.
Oltre agli aspetti economici l’indagine svolta ha potuto rilevare anche aspetti valoriali e l’impatto che l’avvenimento ha avuto sulla popolazione alpina e piacentina.
Lo studio ha permesso di “oggettivare l’impatto della grande manifestazione alpina e potrà essere un punto di riferimento significativo anche per L’Aquila 2015.
“Speriamo che questo studio, oltre al valore emozionale ed il segno di riconoscenza per il supporto avuto dalle penne nere nel periodo del sisma, sia di sprone a tutta la comunità aquilana, economica in particolare, per un sostegno più deciso e concreto all’ evento – afferma Carlo Frutti, segretario del comitato organizzatore (Coa) – Questo dato deve far riflettere molto sia i nostri amministratori pubblici affinché si passi a un impegno più stringente e concreto, ma anche il mondo economico, quello della ricezione, della ristorazione, dell’artigianato, della piccola imprenditria abruzzese”.
“Dovranno cominciare a organizzarsi per cogliere al meglio questa opportunità che non è solo un rientro immediato, ma può valere come opportunità di promozione dei prodotti per il futuro – conclude – Bisogna fare di questa occasione una vetrina per promuoversi anche per il futuro. 120 milioni di euro a livello nazionale e 70 milioni sul territorio abruzzese, di cui gran parte sul territorio aquilano: la zona franca che è costata molte lotte, di fatto ha portato la stessa cifra con lo sgravio fiscale, ma qui dobbiamo considerare che sono soldi che arriveranno cash, tra alberghi, ristorazione, oggesttistica, alimentari, carburanti pedaggi autostradali. Auspico che fin da ora tutte le componenti economiche possano darci idee e proposte per non speculare al momento, ma per avere progetti per il futuro”.




