L’AQUILA – Stipendi dei dipendenti, pagamento dei fornitori e contributi agli studenti a rischio.
Si ingarbuglia la situazione dell’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) dell’Aquila, da tempo alle prese con il caso dell’ex direttore, Luca Valente, “parcheggiato” da quasi due anni e al cui posto è stata nominata temporaneamente Maria Luisa Capanna, funzionario dell’ente controllato dalla Regione.
Un incarico, quest’ultimo, scaduto, per cui non c’è nessuno che firma i mandati di pagamento.
L’allarme lo lancia il responsabile delle attività finanziarie dell’Adsu, Donato Di Bartolomeno, rappresentante sindacale dei dipendenti.
In una lettera inviata al presidente, Francesco D’Ascanio, ai componenti del consiglio di amministrazione e ai revisori dei conti, Di Bartolomeo ricorda la scadenza del 24 febbraio quale data ultima per effettuare i bonifici delle paghe mensili e denuncia “il fatto che le problematiche relative alla nomina di un dirigente oppure di un altro non dovrbbero ricadere sui dipendenti che fanno ogni giorno il loro dovere e che hanno diritto alla giusta retribuzione entro la scadenza prevista dai contratti”.
Una situazione che il delegato Rsu definisce “sconcertante e inaccettabile, irrispettosa della dignità dei lavoratori dell’Azienda”.
Per questo “appare urgente e indifferibile la nomina di un dirigente”.
E in tal senso si sta muovendo D’Ascanio, anche se la strada è piena di ostacoli: intanto c’è la spinosa questione di Valente, messo in esubero dal 29 marzo 2011, che si è rivolto al giudice del lavoro e ha ottenuto il reintegro sul posto e il pagamento della differenza di trattamento economico tra quanto attualmente percepito e quanto, invece, avrebbe incassato se fosse rimasto in servizio, circa tre volte tanto.
Una sentenza impugnata dall’Adsu in Corte d’appello, che non ha concesso la sospensiva e dovrà esprimersi nel merito.
A questo si aggiunge lo scontro in atto tra il presidente e il Cda: questi ultimi, infatti, hanno dato il via libera alla proroga della Capanna, ma D’Ascanio non ha messo la sua firma sul provvedimento.
I motivi del mancato via libera sono di due ordini: da un lato c’è una sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale la legge regionale che consentiva all’Adsu di assegnare le funzioni attribuite al dirigente “a un funzionario in possesso dei requisiti per l’accesso alla qualifica dirigenziale per il tempo in cui perdura l’assenza o l’impedimento” del titolare del posto. Come a dire che la nomina della Capanna potrebbe essere ritenuta illegittima.
Dall’altro il timore che un ulteriore incarico alla facente funzioni generi dei danni erariali che gli organi politici dell’Adsu sarebbero chiamati a rimborsare.
Frizioni che andranno di nuovo in scena oggi, quando il Cda tornerà a riunirsi e dovrà sciogliere il bandolo della matassa.
Nel frattempo, D’Ascanio ha reiterato alla Regione Abruzzo la richiesta di avere una terna di nomi di dirigenti già presenti nell’organico per poter scegliere il futuro direttore, cosa che consentirebbe di non aumentare le spese complessive.
Il possibile scenario per superare l’impasse è appunto questo: il reintegro di Valente, ma senza la qualifica di direttore, e il sostituto fornito dalla Regione.
Il problema è che i tempi per fare tutto ciò sono strettissimi e il fatto che dai piani alti di palazzo Silone la cosa sia stata presa sottogamba fa nascere l’ipotesi, mai verificata prima d’ora nella storia ultraquarantennale della Regione, di lasciare i dipendenti senza busta paga. Pierluigi Biondi
LA LETTERA DEL SINDACALISTA ALL’ADSU
Egregi presidente e consiglieri, facendo seguito a quanto comunicato per le vie brevi al presidente nella mattinata del giorno 11.02.2014, in merito alle difficoltà operative per il pagamento degli stipendi di febbraio ai dipendenti dell’azienda, si ribadisce, qualora fosse necessario, che entro il 24 febbraio devono essere pagati dagli stipendi.
Da notizie acquisite sembra che, in considerazione della tempistica necessaria all’elaborazione degli stipendi, alla predisposizione e firma del relativo provvedimento, alla predisposizione e firma dei mandati e delle reversali relative, non si riesca a rispettare la suddetta scadenza.
È evidente che il problema sta nella mancata nomina di un dirigente. Tale nomina appare urgente ed indispensabile al fine di garantire il regolare pagamento degli stipendi e di fornire indicazioni sugli effetti della Corte Costituzionale n. 17/2014 (che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 2, commi 5, 6 e 7 della Legge della Regione Abruzzo 28.12.2012, n. 71), sui provvedimenti adottati prima della suddetta sentenza e che producono ancora effetti (es. provvedimento di affidamento degli incarichi di responsabili d’ufficio).
Con tale nota si intende denunciare il fatto che le problematiche relative alla nomina di un dirigente oppure un altro non dovrbbero ricadere sui dipendenti che fanno ogni giorno il loro dovere e che hanno diritto alla giusta retribuzione entro la scadenza prevista dai contratti.
Tale sconcertante situazione non è più accettabile ed è assolutamente irrispettosa della dignità dei dipendenti che, nonostante tutto, continuano a lavorare per l’Azienda.
Si invitano, pertanto, gli organi di vertice a porre fine a tale scandalosa situazione nominando immediatamente un dirigente nel rispetto della normativa vigente.






