L’AQUILA – Ingrandire la residenza universitaria Campomizzi con due nuove strutture adibite a sala studio polifunzionale con bar e a uffici dell’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) dell’Aquila.
A dispetto delle voci insistenti che ne vorrebbero la chiusura con il ritorno delle struttura al ministero della Difesa, dopo l’accordo per la realizzazione di un nuovo polo scolastico, culturale e sportivo all’altra caserma aquilana, la “Rossi”, l’Adsu rilancia, proponendo di ingrandire la struttura Campomizzi, dotandola inoltre di 20 posti letto in più rispetto ai 420 esistenti, per una spesa complessiva di 1,3 milioni di euro.
È quanto si legge nella lettera inviata dal presidente Adsu, Francesco D’Ascanio, al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e al premier, Enrico Letta, ai quali si chiede “la definitiva dismissione dell’intero complesso immobiliare da destinarsi in via esclusiva alla residenzialità degli studenti dell’ateneo aquilano”.
In alternativa alla dismissione, o comodato d’uso perpetuo, si richiede una disponibilità in regime di comodato d’uso gratuito dell’intero complesso fino a 20 anni a partire dalla scadenza fissata nel 2009 inizialmente a 6 anni, che oggi scadrebbe nel 2015.
“Non so se la Difesa approverà la dismissione, ma è probabile che possa concedere una dilatazione del comodato d’uso”, è l’auspicio di D’Ascanio, che annuncia la definizione del “piano delle esigenze” da presentare alla presidenza del Consiglio e a tutti i sottoscrittori della “intesa interistituzionale” per la Rossi.
In questo documento vengono indicati tutti i piani futuri dell’Adsu riguardo agli interventi per le residenze e i servizi universitari. A cominciare dalla stessa Campomizzi, proseguendo con il completamento dell’incompiuta del centro studentesco in località Casale Marinageli, l’ipotesi di ricostruzione di un polo universitario (residenziale e di servizi) in prossimità del San Salvatore, con un recupero di strutture scolastiche provinciali e comunali da riconvertire e altre strutture.
Il piano esigenziale è stato approvato dal consiglio d’amministrazione dell’azienda in funzione del tavolo convocato il 1° agosto scorso, poi rinviato a data da destinarsi tra le polemiche, dal prefetto Francesco Alecci e dal funzionario statale Aldo Mancurti, capo dipartimento dello Sviluppo delle economie territoriali (Diset) del ministero per la Coesione territoriale ed ex incaricato della gestione dei fondi post-sisma dopo la fine del regime commissariale.
Un documento che era stato espressamente richiesto da palazzo Chigi durante la riunione dello scorso 9 luglio, alla quale avevano partecipato gli stessi Alecci e Mancurti, oltre a rappresentanti legali di Comune, Provincia e Regione.
“Il programma – assicura D’Ascanio – è inderogabile per poter adeguare la dotazione di posti letto pubblici agli standard minimi nazionali, fissati in circa il 4% degli studenti iscritti che, per l’Ateneo dell’Aquila, comportano un minimo di circa 1.100 posti letto a fronte dei 26 mila iscritti nell’anno accademico 2011/2012”.
“In una realtà come quella aquilana, dove a partire dal prossimo anno accademico si torneranno a pagare le tasse universitarie, e non saranno più disponibili risorse per affrontare in termini contributivi ogni sorta di mobilità extraterritoriale – continua – appare pura cecità politica e istituzionale ipotizzare reintegrare la porzione della ex caserma Campomizzi, residuale sui circa 22 ettari della ‘Pasquali-Campomizzi’, oggi garanzia di ospitalità per gli studenti bisognosi e meritevoli provenienti da fuori città, in assenza di strutture analoghe o comparabili in termini di funzionalità e capacità complessiva rispetto ai poli universitari cittadini”.
Del totale della somma necessaria per iniziare il programma di investimento che l’Adsu vorrebbe dedicare alla Campomizzi, 1 milione proviene dalla legge regionale 41 del 2011, “la cosiddetta ‘legge De Matteis’ – chiarisce D’Ascanio – Gli altri 300 mila euro saranno messi a disposizione direttamente dall’Azienda”.
Tra gli interventi da apportare alla struttura residenziale, per la quale sono stati già investiti in tutto 13,5 milioni di euro da parte della Protezione civile, sono previsti inoltre un sistema di videosorveglianza esterno, il miglioramento dell’impianto anticendio, la piastrellatura di tutti i circa 200 vani doccia, come richiesto dagli studenti e programmato dall’Azienda, e ulteriori attrezzature a servizio della cucina e della sala ristorativa, per un totale di 420 mila euro.
“Lavori totalmente a carico dell’Adsu e già autorizzati dall’Ispettorato infrastrutture dell’Esercito e dall’Agenzia del Demanio”, conclude D’Ascanio.



