TOLLO – “Nell’ultima settimana l’acqua è stata garantita al massimo per un paio di ore al giorno”.

Mentre in Abruzzo si discute di riforma del servizio, l’emergenza idrica lungo la costa e nei centri dell’entroterra ha ormai assunto “rilievi igienico-sanitari e di protezione civile”, denuncia il sindaco di Tollo (Chieti) Angelo Radica, presidente dell’associazione di Comuni Ali Abruzzo.

“Per gli interi anni 2025-2026 in tutta la zona del centro urbano di Tollo l’acqua è stata tolta tutti i giorni dalle 22 alle 6. Inoltre, da oltre 2 mesi, nello stesso centro urbano che interessa più di un terzo della popolazione, la fornitura viene garantita per solo 2-3 ore giornaliere”, scrive il primo cittadino rivolgendosi ai colleghi sindaci, in una lettera in cui li invita a fare squadra e chiedere un faccia a faccia con la Sasi, la società che gestisce servizio idrico e depurazione di 87 Comuni della Provincia di Chieti, presieduta da Nicola Scaricaciottoli.

E dire che la stessa Sasi, in una nota dai toni trionfalistici, a giugno aveva preannunciato “un’estate tranquilla”, risentendosi anche delle stime, a dire il vero suffragate da numerosi studi di associazioni e società pubbliche e private, sulle perdite di acqua per via delle condotte colabrodo: “le nostre perdite non sono del 71,43 per cento ma siamo al 48 per cento”,  parlando addirittura di “danno di immagine notevole” (Qui il link)

In realtà, in questo caso, una spiegazione non c’è ed è di nuovo “giallo”, come accade sempre più spesso, basti citare il caso di Ortona quando, nei mesi scorsi, la città è rimasta senz’acqua senza che nessuno spiegasse il perché, un grave disservizio proprio nei giorni della festa del Perdono, che richiama ogni anno migliaia di persone tra aprile e maggio, con rubinetti all’improvviso a secco, senza nessun tipo di avviso. (Qui il link)

Infatti, spiega Radica: “A causa di rimpalli di responsabilità tra Sasi (Aca non ci fornisce i litri-secondo promessi) e Aca (Sasi deve migliorare l’organizzazione interna e rivedere la percentuale di distribuzione dell’acqua tra Tollo e Ortona), sono stato costretto a chiedere, senza esito, un chiarimento di fronte ai rappresentanti della Prefettura di Chieti. Domenica scorsa ho chiesto l’intervento delle autobotti per facilitare il riempimento del serbatoio principale in via Nazario Sauro e i serbatoi dei privati che posseggono l’autoclave. A oggi nessuna di queste azioni è stata messa in campo”.

Insomma, prove tecniche di collaborazione per garantire un servizio efficiente quelle tra Sasi e Aca, soprattutto in vista della riforma che prevede al momento la fusione da 6 a 2 gestori, con la suddivisione in due sub-ambiti – ‘Gran Sasso’ e ‘Majella-Morrone’ , secondo lo studio di fattibilità elaborato da Ersi (Ente Regionale Servizio Idrico). In particolare, ciascun sub-ambito andrebbe ad accorpare tre gestori attuali, secondo questa configurazione: Sub-Ambito 1 “Gran Sasso”, che comprenderebbe GSA Spa, Cam Spa e Ruzzo Reti Spa, con inclusione dei Comuni della Valle Subequana, per un totale di 118 Comuni e 470.204 residenti serviti; Sub-Ambito 2 “Majella-Morrone”, che includerebbe Aca Spa, Saca Spa, Sasi Spa, per un totale di 181 Comuni e 832.195 residenti serviti. (Qui il link)

Si tratta, come definito dal presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, promotore del pdl n. 72/2025, della “riforma più incisiva del servizio idrico abruzzese degli ultimi trent’anni”. E questo perché “per la prima volta, dopo le difficoltà di gestione emerse dal modello organizzativo a 6 gestori, che ha prodotto risultati di performance non sempre ottimali, un tasso di realizzazione degli investimenti fermo al 44% e tariffe disomogenee che penalizzano i piccoli Comuni montani, si avvia un processo reale di aggregazione che riduce i gestori da sei a due, con l’obiettivo dichiarato, e giuridicamente presidiato da una clausola di revisione, di avviare un futuro percorso che porti al gestore unico regionale”.

Intanto, però, nei tanti comuni abruzzesi ormai costretti da anni a estati senz’acqua, i disagi continuano a crescere.

Da qui l’appello del sindaco: “Chiedo a colleghe e colleghi di sottoscrivere questa richiesta urgente, quali soci e detentori dell’indirizzo aziendale della Sasi, di convocazione di un’assemblea di tutti i Comuni che discuta con i vertici Sasi gli assetti organizzativi, amministrativi e tecnici”. (a.c.)