L’AQUILA – Il governo ha inviato osservazioni su alcuni commi dell’articolo unico della Lr 12 aprile 2011, numero 9 sulle “Norme in materia di Servizio idrico integrato” della Regione Abruzzo e nei prossimi giorni deciderà se presentare ricorso alla Corte costituzionale.

“Appare evidente – spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Angelo Di Paolo – che è sotto osservazione lo sforzo messo in campo per consentire il perdurare della gestione totalmente pubblica dell’acqua. Infatti, il comma 8, oggetto di esame da parte del governo, prevede che l’Ersi attivi la procedura di deroga, prevista dalla legge dello Stato, ove ammissibile normativamente, per far restare in gestione diretta delle societa’ in house dei comuni il servizio idrico integrato. La presidenza del Consiglio dei ministri, invece, ritiene che tale disposizione sia in violazione di quanto stabilito dall’articolo 23bis, in base al quale è ammesso il ricorso all’in house in deroga alla gara pubblica solamente per situazioni eccezionali”.

Oggetto di esame è anche la scelta regionale di dare rilevanza alla dimensione provinciale nelle scelte fondamentali sul servizio idrico che viene assicurata dalle Assemblee dei sindaci (Assi) presiedute dal presidente della Provincia cui partecipano, peraltro nel rispetto delle loro prerogative previste per legge, i sindaci di tutti i comuni abruzzesi.

“Pertanto l’intero quadro normativo regionale in materia di acque – sottolinea l’assessore – appare anticipare ed è conforme agli indirizzi scaturenti dagli esiti dei referendum dello scorso 13 giugno che hanno sancito l’abrogazione proprio dell’articolo 23-bis”.

In questo senso, l’assessore Di Paolo assicura che la “Regione ogni sforzo per scongiurare il ricorso alla Corte costituzionale e per difendere il testo di legge regionale dinanzi alla Consulta”.