AVEZZANO – “In merito a questa questione, l’azienda ha deciso di non rilasciare dichiarazioni”.
Questa la risposta dell’ufficio stampa della Norda Spa, all’ennesima richiesta da parte di AbruzzoWeb di concedere un’intervista sullo stato dell’arte del piano industriale che la società dei fratelli Pessina, proprietari del quotidiano l’Unità e anche dei marchi di acqua Gaudianello e Sangemini, dovrà attuare dopo aver avuto in concessione provvisoria a marzo scorso le sorgenti Sant’Antonio Sponga di Canistro (L’Aquila), impegnandosi ad assumere non meno di 50 addetti.
Contattato da questo giornale, ad aggiornare sull’esito della visita dei tecnici della Norda della scorsa settimana è, così, l’assessore comunale Ugo Buffone, il quale assicura che “la Norda entro Natale si è impegnata a consegnare il progetto dello stabilimento, indicando con esattezza i lotti del terreno già individuato che gli occorrono”.
L’importanza dell’intervista richiesta alla Norda risiede nel fatto che da questa società dipende il futuro lavorativo e occupazionale di un ampio comprensorio abruzzese, a seguito della revoca della concessione alla Santa Croce di Camillo Colella, che da quel momento ha scatenato una forte battaglia legale.
La conseguenza di questo contenzioso è stata, di fatto, il licenziamento di 75 addetti, che ancora per poco percepiranno ammortizzatori sociali, e la preziosa acqua minerale che va a finire inutilizzata nel fiume Liri.
La Norda in queste settimane sta affrontando la non facile partita dell’acquisizione dei terreni dove realizzare il nuovo stabilimento, con un investimento notevole, di circa 20 milioni di euro, visto che quello esistente è di proprietà della Santa Croce, che non ha intenzione di vendere e affittare. È, poi, in essere un contenzioso con la Regione sull’iter autorizzativo da cui dipende la concessione definitiva.
La Norda, tuttavia, da quando ha vinto il bando persevera nella strategia del silenzio. Ad aggiornare sull’evolversi della situazione è, ancora una volta, l’assessore Buffone.
“Giovedi scorso i tecnici della Norda – riferisce – hanno fatto un sopralluogo sui terreni e chi tra loro li vedeva per la prima volta ha avuto un’impressione positiva, sia per la posizione, che per la qualità ambientale. Ci hanno poi chiesto la documentazione tecnica relativa ai terreni interessati dal progetto, e di aiutarli a individuare uno studio tecnico importante sul territorio, come partner a cui appoggiarsi costantemente”.
“Il fine – ricorda l’assessore – è quello di individuare, dei 73 mila metri quadrati complessivi, i 43 mila metri strettamente necessari alla realizzazione dello stabilimento. Primo obiettivo, insomma, è definire la collocazione precisa. Prima di Natale ci consegneranno il progetto e le relative particelle interessate. Poi partirà la trattativa con i proprietari per l’acquisizione, e contestualmente, entro 3 mesi, il lavoro tecnico per arrivare all’accordo di programma che prevede la cessione dei terreni da parte del comune di Civitella a quello di Canistro, che poi li potrà trasformare in terreni industriali”.
Non si esclude l’ultima ratio degli espropri di quei terreni per i quali i proprietari stanno chiedendo somme ritenute fuori mercato, o per i quali non si individua il titolare. Solo a quel punto la Norda spa formalizzerà l’acquisto. Come ribadito in un precedente incontro, solo dopo la concessione definitiva, da parte della Regione, per l’utilizzo della sorgente di acqua minerale Sant’Antonio Sponga.
Seguiranno, annuncia Buffone, altri sopralluoghi e incontri. Sullo sfondo si staglia anche il contenzioso tra Norda e la Regione relativo all’iter autorizzatorio. La società dei fratelli Pessina infatti ha deliberatamente avviato una Verifica di assoggettabilità (Va), procedura diversa e non conforme alla più complessa Via. Ma gli uffici della Regione su questo punto sono stati irremovibili, visto che l’obbligo di avviare una procedura di Via è scritto a chiare lettere sul bando, e quello precedente, vinto dalla Santa Croce, è stato annullato dal Tar proprio perché non era prevista la Via.
La Norda è, comunque, altrettanto irremovibile e ha fatto anch’essa ricorso al Tar, per vedersi confermata la possibilità di una procedura più semplice e veloce, quella rappresentata dalla Verifica di assoggettabilità.
A tal proposito va ricordato che la Santa Croce sta ingaggiando una battaglia legale anche sul fatto che la Norda non ha presentato nei termini di legge la Via, perché non avrebbe rispettato l’obbligo, entro 60 giorni, previsto dalla legge e dal bando, e chiede pertanto la revoca della concessione provvisoria.
“La Norda – spiega però Buffone – sostiene a ragione che per ora basta il Va per procedere oltre, per non fermarsi, e della Via e dell’assegnazione definitiva per trent’anni, se ne potrà parlare solo dopo che si avrà certezza dell’aspetto urbanistico, della disponibilità dei terreni industriali, con tutti gli accordi di programma sottoscritti”. Filippo Tronca






