L’AQUILA – Il “caro” presidente Marco Marsilio, deve spiegare ai cittadini, “perché la Regione non si determini a dichiarare l’inammissibilità alla gara della Santa Croce” e perché “ancora non predisponga gli atti per conferire la concessione delle sorgenti Sant’Antonio Sponga all’unico operatore economico rimasto in gara, ossia la San Benedetto Acque minerali”.  “Nulla dice” poi il presidente, sull’operato della “commissione della gara, che ha assegnato le sorgenti alla Santa Croce, con bando poi bocciato prima dal Tar dell’Aquila e poi dal Consiglio di Stato”.

E dovrebbe spiegare perché “la Regione ancora non abbia dichiarato decaduta la Santa Croce dalla concessione di cui è ancora titolare, della fonte Fiuggino”.

Parole durissime quelle di Angelo Di Paolo, sindaco di Canistro L’Aquila, fino all’ottobre del 2021, ex consigliere regionale di centrosinistra e poi con il centrodestra ed ex assessore della Giunta di centrodestra di Gianni Chiodi, poi avvicinatosi per un breve periodo alla Lega, ora privato cittadino, ma con un buon seguito politico, che non sveste però i panni da protagonista della “guerra abruzzese delle acque minerali” e torna dopo un anno a scagliarsi contro il centrodestra in Regione, e contro il presidente Marsilio, di Fratelli d’Italia, per la gestione della tormentata ed estenuante vicenda della sorgenti di acqua minerali Sant’Antonio Sponga di Canistro.

Il neosindaco del Comune marsicano Gianmaria Vitale, eletto ad ottobre 2021, sta invece mantenendo un basso profilo sul nodo cruciale delle sorgenti, da cui dipende buona parte dell’economia di Canistro, che circa mille abitanti ma anche del territorio marsicano, assieme alla clinica del gruppo Ini.

Sorgenti, giova subito ricordare, la cui acqua dal 2014 va a finire nel fiume Liri inutilizzata, dopo al revoca a seguito di un ricorso della Regione e del Comune di Canistro, all’allora concessionario, la Santa Croce,  dell’imprenditore molisano Camillo Colella, con  conseguente stop all’imbottigliamento e negazione di proroghe in attesa di nuovo affidamenti, con 75 operai rimasti senza lavoro. A seguire un feroce contenzioso, un bando affidato a Norda, con la Santa Croce in corsa ed esclusa, finito poi in buco nell’acqua, con ripensamento della concessionaria provvisoria per mancanza di terreni dove realizzare lo stabilimento. Poi ancora un nuovo bando nel febbraio 2019, vinto questa volta da Santa Croce, contro la San Benedetto, che opera nelle sorgenti di Popoli, ma poi annullato prima dal Tar nel giugno 2021 su ricorso della San Benedetto, per irregolarità fiscali. A fine marzo il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso della Santa Croce, confermando la decisione del Tar, e ora occorrerà cominciare dall’inizio l’iter amministrativo, rieditando un nuovo bando. Tra Santa Croce e San Benedetto, e in corso un contenzioso sui bandi delle sorgenti di Popoli.

Proprio in occasione della sentenza del Tar dell’anno scorso Di Paolo è arrivato a chiedere le dimissioni di Marsilio, dell’assessore regionale al ramo Nicola Campitelli, della Lega, e la rimozione dei componenti della commissione di gara che aveva aggiudicato provvisoriamente la concessione, a partire dal presidente dell’organismo, Franco Gerardini, dirigente regionale ora in pensione, per finire al Rup, Franco De Vincentiis e persino, al direttore del Dipartimento regionale competente, Pierpaolo Pescara. Tutti responsabili, a dire di Di Paolo, di un “disastro amministrativo” ovvero di una aggiudicazione provvisoria impraticabile viste “le note irregolarità fiscali della Santa Croce” di cui tutti erano consapevoli,  “per aver il Comune di Canistro portato alla loro attenzione i documenti acquisiti dalle Agenzie delle Entrate di Pescara e di Roma”. Dura la replica di Campitelli, che ha accusato l’allora sindaco di non saper distinguere tra ruolo della politica e quello dei dirigenti.

Ora dunque Di Paolo torna alla carica e chiede alla Regione di trovare una strada per affidare le sorgenti alla seconda classificata San Benedetto.

Intanto Colella è stato indagato con l’accusa di bancarotta fraudolenta per il fallimento della immobiliare Como srl, dichiarato dal Tribunale di Roma nel giugno del 2019. Colella era finito dietro le sbarre il 27 gennaio scorso ed è uscito a metà giugno. Ora è ai domiciliari e rischia una pesante condanna. Da notare che Di Paolo non menziona le disavventure giudiziarie di Colella  nella sua nota. La vicenda giudiziaria non riguarda però l’assetto societario di Santa Croce, in cui Colella non ricopre incarichi.

A inizio giugno, poi il Tribunale di  Pescara, con una sentenza di primo grado ha rigettato tutte le accuse della Santa Croce, contro i dirigenti della Regione Abruzzo, Iris Flacco, Giovanni Cantone e Domenico Longhi, in merito alle vicende dell’utilizzo delle più piccole sorgenti di Canistro, le Fiuggino.

Ai tre era stato richiesto un risarcimento danni complessivo di 900mila euro, avendo posto in essere, secondo la Santa Croce, ripetuti tentativi di revoca della concessione, per presunta insufficienza della portata d’acqua, ovvero “una vastissima serie di atti, verifiche, controlli, diffide, ispezioni, ripetitivi defatiganti e vessatori, volti ad impedire e ostacolare di fatto, e in ogni modo, l’utilizzo della sorgente”. La Santa Croce aveva impugnato al Tar la temporanea revoca della sorgente, e in questo caso i giudici amministrativi gli hanno dato ragione, tanto che è stato nominato un commissario ad acta per stabilire i danni.

“Con questa sentenza il tribunale ha certificato l’operato corretto dei dirigenti e dei funzionari della Regione Abruzzo. Il lavoro sull’utilizzo delle sorgenti può adesso continuare”, ha dichiarato il presidente  Marsilio.

Troppo poco, per l’ex sindaco, che ha ora diramato una nota al vetriolo contro un presidente che non ha onorato “i precisi impegni nei riguardi della vertenza delle concessioni e che oggi è a tutti chiaro come li abbia puntualmente disattesi trincerandosi dietro un silenzio claustrale”.

“Alcune settimane fa la stampa ha dato ampio risalto alle dichiarazione del Presidente Marsilio, che manifestava pubblicamente la sua soddisfazione perché il Tribunale Civile di Pescara ha rigettato le richieste di risarcimento della Santa Croce contro i dirigenti della Regione Abruzzo in merito alle vicende della concessione Fiuggino, evidenziando che dalla ricostruzione effettuata di tutti gli atti fino al provvedimento di diffida ad avviare l’imbottigliamento nella nuova rete di adduzione, senza nuova autorizzazione, non emerge alcun profilo di illegittimità”.

Non dice però Marsilio, prosegue Di Paolo che “l’operato di quei dirigenti, Flacco, Cantone e Longhi, è stato sempre difeso dal Sindaco del comune di Canistro Angelo Di Paolo e che non era lui il Presidente della Regione all’epoca delle denunce, delle diffide e della cause risarcitorie. Non dice neppure, Marsilio, che da quando lui è Presidente della Regione sia l’operato della Commissione della gara per la Sponga sia dell’attuale dirigente del Servizio regionale per le Risorse del Territorio è stato severamente bocciato prima dal Tar dell’Aquila, che ha annullato l’aggiudicazione alla Santa Croce poiché non in possesso del requisito di regolarità fiscale, e poi dal Consiglio di Stato, che ha confermato in toto le responsabilità omissive dell’Ente”.

“Neppure svela il caro Presidente – incalza Di Paolo -,  perché la Regione ancora non abbia dichiarato decaduta la Santa Croce  dalla concessione di cui è ancora titolare, fonte Fiuggino, nonostante la chiara previsione della legge regionale sulle acque minerali, che all’art. 50 comma 1 m-ter) prevede proprio la decadenza dalla concessione già attribuita “in caso di violazioni gravi e definitivamente accertate rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse. Se, dunque, la responsabilità amministrativa è tutta della Commissione di gara, del RUP e del dirigente del Servizio, quella politica è tutta sua, caro Presidente, in quanto ciascuno di questi è stato nominato con il suo benestare”.

Infine, il crescendo: “le ricordo, Presidente, che quando venne a Canistro quale candidato si assunse dei precisi impegni nei riguardi della vertenza delle concessioni e che oggi è a tutti chiaro come li abbia puntualmente disattesi trincerandosi dietro un silenzio claustrale. Eppure ci si aspetterebbe da un esimio Presidente, il quale per governare l’Abruzzo giunge persino dalla capitale, che sappia almeno tracciare un piano di rilancio del territorio attraverso le sue risorse minerarie.  Ed invece dobbiamo ammettere non ha la benché minima idea di cosa fare per realizzare ciò”.

Di Paolo entra dunque nel merito delle sorgenti Sant’Antonio Sponga.

“Vorrei che Marsilio spiegasse ai cittadini di Canistro, me compreso, perché la Regione non si determini a dichiarare l’inammissibilità alla gara della Santa Croce (cosa ben diversa dall’aggiudicazione), e di conseguenza, perché la Regione ancora non predisponga gli atti per conferire la concessione all’unico operatore economico rimasto in gara, ossia la San Benedetto Acque minerali spa, peraltro società finanziariamente solida e in regola con il fisco”.

“Caro Presidente, lei sa che il silenzio appartiene agli ignavi e come il sommo poeta sia così severo con questi ultimi! Ebbene che sia la giustizia penale o quella divina a dover fare chiarezza ci consola ben poco, noi speriamo ancora che l’azione politica consegui il bene pubblico, e che un giorno torni a Canistro per recuperare quegli appunti presi proprio qui in campagna elettorale, durante il mio intervento sul futuro della concessione della Sponga epperò, sfortunatamente, lasciati sul tavolo. Mi auguro per mera distrazione, ma  non si preoccupi, qui in paese confidiamo tutti che torni a riprenderli!”, conclude Di Paolo.