L’AQUILA – “So che i vertici della società andranno dal magistrato, faranno ricorso per capire se le carte a disposizione danno o meno risposta ai rilievi, so solo che il problema dei macchinari era stato posto in un modo e poi quando si sono montati a giugno è servita una richiesta alla Regione di una nuova autorizzazione che doveva arrivare a compimento in questi giorni. In Italia i tempi di autorizzazione non vanno di pari passo con quelli dell’impresa”.
Così il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, all’indomani del sequestro da parte della Guardia di finanza dei capannoni della Accord Phoenix dell’Aquila, dopo l’apertura di un’inchiesta giudiziaria della procura della Repubblica con l’ipotesi di reato di truffa.
“È una cosa che mi preoccupa, più in là spiegherò meglio – dice – ciò non toglie che si va avanti”.
“In questo momento della mia vita – aggiunge Cialente – sono preoccupato solo del problema lavoro, gli altri sono tutti problemi secondari, ogni battuta d’arresto o clima strano della città comporta difficoltà a portare lavoro all’Aquila”.
“Bisogna tenere duro, abbiamo un dato che nessuno mette in evidenza, i dati del Sole 24 Ore sono veri, non dormo tranquillamente come altri – dice il sindaco – siamo al quinto posto in Italia come numero di laureati ma al 105esimo per numero di disoccupati, sono contraddizioni che ci devono far capire che non siamo competitivi, i laureati vanno fuori, invece dovrebbe essere il contrario, di questo la politica non parla”. (m.sig.)





