L’AQUILA – “Siamo consapevoli che questi lavori andavano fatti, perché quel ponte non è sicuro. Ma un cantiere lungo 10 mesi, fino a settembre, e che già è partito a rilento comporterà enormi disagi non solo per noi pendolari, 8 chilometri in più al giorno  per andare e tornare dall’Aquila non sono pochi,  anche per le attività imprenditoriali e turistiche del territorio”.

La protesta arriva da un gruppo di cittadini di Acciano, in provincia dell’Aquila, tra cui studenti, pendolari e imprenditori, a testimonianza di un disagio diffuso che si vive in valle Subequana, da quando una infrastruttura viaria di fondamentale importanza, la strada regionale 260, è stata interrotta tra Santa Maria del Ponte, nel comune di Tione degli Abruzzi e la frazione di Acciano di San Lorenzo di Beffi,  per i lavori di messa in sicurezza di un ponte, risultato insicuro dai più recenti sondaggi.

Il cantiere è stato allestito a metà dicembre, ma con i lavori partiti in ritardo, a causa di problemi burocratici, con completamento dell’opera previsto a settembre prossimo.

A subire disagi non da poco sono i tanti studenti e lavoratori di Fontecchio, Tione degli Abruzzi, Acciano e Molina Aterno, che si devono muovere da e verso l’Aquila oppure da e verso Sulmona. La distanza dal bivio di San Lorenzo a Santa Maria del Ponte, lungo la strada regionale è infatti di soli due chilometri, ora a causa del blocco si deve invece allungare il tragitto,  scendendo sul fondovalle e risalendo a Santa Maria del Ponte, frazione di Tione degli Abruzzi, oppure proseguendo per reimmettersi sulla strada regionale a Fontecchio, questo in direzione l’Aquila, per circa 8 chilometri aggiuntivi, e con molte più curve.

Il cantiere è stato appaltato dalla Provincia dell’Aquila per 1.265.000 euro, all’impresa Icag srl di Roma. Responsabile unico del progetto è Angela Ghizzoni, la direzione dei lavori è affidata all’architetto Maurizio Paolantonio. Inizio ufficiale dei lavori si legge nel cartello di cantiere il 5 novembre. La strada è stata chiusa il 16 dicembre, ma è accaduto che i lavori effettivi sono cominciati in sensibile ritardo, da quanto si apprende per un problema di certificazioni e documenti.

“Chiediamo tempistiche più strette, senza più interruzioni – protestano i cittadini -, questo intervento deve avere il rango dell’emergenza, chi di dovere ci deve ascoltare, siamo pronti ad una mobilitazione, coinvolgendo i sindaci, per rivendicare l’attenzione che un territorio come il nostro delle aree interne e montane deve avere, se davvero si vuole frenare lo spopolamento e rendere possibile un riscatto e un futuro a cui fortemente crediamo noi che qui siamo rimasti orgogliosamente a vivere”.

Ad essere preoccupate sono anche le tante attività turistiche di Acciano che hanno aperto negli ultimi anni. E per le quali l’interruzione della normale e più celere percorrenza della Sr 260 rappresenta comunque un punto notevole di sfavore e una minore attrattività. Per le attività imprenditoriali poi, che devono far viaggiare con mezzi pesanti, sommando tutto il periodo di interruzione, ci sarà un maggior costo di carburante, oltre alle tempistiche accresciute per gli spostamenti.