L’AQUILA – Percepivano un doppio contributo di autonoma sistemazione grazie a una scissione fittizia del nucleo familiare.
È questa l’accusa della Procura della Repubblica di Sulmona (L’Aquila) nei confronti di quattro persone di Acciano (L’Aquila) che hanno riscosso, secondo i magistrati indebitamente, i benefici assistenziali riservati ai residenti nel “cratere” sismico.
A finire sul registro degli indagati del sostituto procuratore Aura Scarsella, anche il sindaco del centro subequano, Fabio Camilli, accusato da un esposto di un cittadino del posto di omissione di atti d’ufficio per non aver attivato i controlli necessari per evitare la presunta truffa ai danni dello Stato.
Una situazione che presenta delle analogie con quanto denunciato all’Aquila nel corso di una seduta della commissione consiliare di Garanzia del Comune, presieduta da Enzo Lombardi (Forza Italia): circa 500 coppie con i coniugi residenti in due diverse abitazioni che hanno incassato il doppio contributo.
Secondo gli investigatori più persone appartenenti allo stesso nucleo familiare avrebbero dichiarato di costituire famiglia a sé con lo scopo di percepire doppio rimborso e in un caso l’assegnazione di un Map, episodio che è costato alle casse pubbliche circa 10 mila euro.
Si dichiara poco informato sulla faccenda ma al tempo stesso molto tranquillo, il primo cittadino di Acciano che afferma di aver “appreso da poco la notizia” e di non aver ancora avuto modo di accedere al fascicolo.
“La cosa è meno grave di come qualcuno vuole farla sembrare – ha spiegato ad AbruzzoWeb il sindaco – c’è un esposto della Procura dove viene denunciato che alcuni sfollati di Acciano hanno approfittato per ottenere più forme assistenziali e a seguito di questo la Procura ha disposto l’indagine, assolutamente ordinaria e del tutto comprensibile”.
“Sono tranquillo – ha affermato Camilli – il sostituto procuratore Scarsella aveva chiesto al giudice di proseguire con le indagini preliminari e io infatti non mi sono opposto, ho la coscienza a posto. Ho anche chiesto alla Procura se ci fossero procedimenti a mio carico come parte offesa perché ero completamente all’oscuro di tutto”.
“Non avrei mai immaginato di essere coinvolto – ha aggiunto il sindaco – perché i controlli ci sono stati sia da parte del Comune che dalle autorità competenti. Le forme assistenziali vengono date in base alle dichiarazioni sostitutive e la responsabilità in quel caso se le assume chi dichiara. Noi abbiamo verificato l’esistenza effettiva dei nominativi e lo stato delle abitazioni non omettendo di fare niente, ma anzi, collaborando con la polizia giudiziaria non solo per gli atti ma anche per informare la Procura di dati che potevano avere rilievi”.
“Non ho i nominativi degli indagati – ha concluso Camilli – Acciano per quanto piccolo ha 26 nuclei in autonoma sistemazione, tre nuclei in affitto e altri tre in abitazione provvisoria ma mi informerò meglio sulla questione. Per ora sono sereno, la notizia è stata ingigantita”. (cr.al.)



