CHIETI – Un imprenditore di Chieti, di 85 anni, è imputato per violenza sessuale, atti persecutori e lesioni personali aggravate nei confronti di un’impiegata. che chiede 90mila euro di risarcimento. La sentenza del tribunale di Chieti, come informa il Centro, arriverà il 18 aprile.
L’imprenditore è il fondatore di una nota impresa edile, nonché padre dell’attuale rappresentante legale: nel periodo in cui si sono verificati i fatti, andati avanti fino al 15 gennaio del 2020, continuava a frequentare gli uffici aziendali.
Secondo la ricostruzione della procura l’85enne si è reso protagonista di una serie di atti persecutori verso la dipendente con «inviti e regali non graditi e con apprezzamenti a sfondo sessuale», come quelli relativi al seno della vittima o al tipo di costume da lei indossato al mare. Non solo: l’85enne è accusato di averle toccato «fugacemente il sedere, dopo averle detto che “avrebbe dovuto sculacciarla”», e chiesto «insistentemente baci o altri approcci». Quando l’impiegata cercava di evitare che ciò avvenisse, lui la «rimproverava aspramente», provocandole «un perdurante stato d’ansia». L’episodio più grave, sempre in base alla tesi del pm, è avvenuto il 6 novembre del 2019 quando l’anziano ha costretto la donna «a subire atti sessuali.
All’impiegata è stata diagnosticata una crisi ipertensiva con oltre 40 giorni di malattia. Secondo il medico legale di parte civile, la donna ha riportato un danno biologico del 20%: «A seguito degli eventi traumatici», ha riferito in aula, «la paziente ha mostrato una notevole quota d’ansia, con annesse crisi di pianto, che si alternavano a un atteggiamento dimesso tipico di una sindrome depressiva».






