L’AQUILA – Slitta l’assemblea dei soci ma monta il dibattito sui futuri assetti di Abruzzo Engineering, la società in liquidazione impegnata in varie commesse pubbliche tra cui quelle degli uffici della ricostruzione post-sisma dell’Aquila.

Il vertice sarà infatti decisivo per il futuro della società, attualmente amministrata da un collegio di liquidatori presieduto dal legale aquilano Francesco Carli e che comprende anche Vincenzo Genovesi e Luigi Puzzovio.

La riunione doveva tenersi oggi ma, come confermato a questo giornale dal vice presidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, è stata rinviata “a una data ancora da fissare”.

Collegio che con il cambio di amministrazione regionale dal centrodestra al centrosinistra e la nomina di Luciano D’Alfonso come governatore, potrebbe essere rinnovato ma anche confermato: su questo Lolli non si sbilancia, “dovremo parlarne”.

E la partita suscita interesse in ambito pubblico, come testimoniato da un post su Facebook di Carlo Benedetti, presidente del Consiglio comunale ed ex presidente di Collabora, società da cui si è originata Ae.

“Sarebbe assai curioso che uomini a suo tempo indicati da Piccone e nominati da Chiodi venissero confermati nel Collegio dei liquidatori di Abruzzo Engineering, prossimo alla scadenza, da D’Alfonso e Lolli!”, ha scritto, dando il via a un’accesa discussione a suon di commenti.

La società consortile Abruzzo Engineering era nata nel 2007 per volere dell’allora governatore, Ottaviano Del Turco, e del suo braccio destro Lamberto Quarta, per combattere in Abruzzo il “digital divide”, la divisione digitale tra chi ha Internet veloce e chi no.

In particolare, l’ambizione era quella di abbattere il divario di efficienza della rete tra costa e aree interne abruzzesi.

È partecipata al 60% dalla Regione Abruzzo, al 30% da Finmeccanica attraverso Selex Service Management e al 10% dalla Provincia dell’Aquila.

Il 2 dicembre 2010 è stata messa in liquidazione con la volontà decisiva dell’allora governatore Gianni Chiodi, tra l’altro per la difficile situazione debitoria. “Una storia torbida e un carrozzone del Partito democratico”, le parole di Chiodi.

Nel post-sisma un ostacolo è stata la definizione della natura di questa società, in house o meno, che avrebbe potuto portare incarichi e commesse per la salvezza e il rilancio.

Per essere considerati in house è necessario sottoporsi al cosiddetto “controllo analogo”, che consiste nel farsi autorizzare preventivamente ogni atto dall’azionista di maggioranza, in questo caso la Regione Abruzzo.

Chiodi ha cercato di sciogliere questo nodo chiedendo un parere anche ai pubblici ministeri della procura dell’Aquila, Antonietta Picardi e David Mancini.

Poi nel 2011 il tribunale amministrativo regionale del capoluogo ha decretato la natura “in house” ma l’anno seguente la Commissione europea ha smentito questa interpretazione, impedendo alla Regione di assegnarle commesse ad affidamento diretto come invocato dal liquidatore Carli.

Altra tegola nell’aprile 2012, quando Selex Service Management ha citato in giudizio l’amministrazione regionale con una richiesta risarcitoria di 29 milioni di euro  ritenendo l’ente principale responsabile dell’andamento negativo.

Altra zavorra, le inchieste giudiziarie che hanno sfiorato Ae: una sugli appalti per il terremoto, che ha portato all’uscita dall’esecutivo dell’ex assessore Daniela Stati, l’altra su un passaggio preliminare alla nascita di Abruzzo Engineering: la cessione alla Provincia dell’Aquila di Collabora Spa, che ha visto assolto dall’accusa di truffa l’ex direttore generale di Ae, Vittorio Ricciardi, che era amministratore delegato e proprietario del 49 per cento delle azioni della stessa Collabora Spa, accusato di aver gonfiato il prezzo e nascosto il passivo. Ricciardi tra l’altro assistito da Benedetti, di professione avvocato.

Lo scorso 16 aprile Ricciardi ha poi ottenuto dinanzi al giudice del lavoro un risarcimento di 250 mila euro contro il licenziamento che gli era toccato in sorte dopo la diffusione delle indagini a suo carico, “sono un perseguitato”, ha commentato. Non è stato riassorbito solo perché nel frattempo la figura di vertice che occupava è stata soppressa.