L’AQUILA – La Regione Abruzzo vuole salvare Abruzzo Engineering, la società mista pubblico-privata attualmente in liquidazione impegnata in varie commesse pubbliche tra cui quelle degli uffici della ricostruzione post-sisma dell’Aquila, con 185 dipendenti in bilico e un debito milionario.

Nonostante l’ultima assemblea dei soci slittata lunedì scorso, basta una secca dichiarazione ai microfoni di AbruzzoWeb da parte del governatore, Luciano D’Alfonso, per confermare la decisa svolta impressa sui destini di questo discusso sodalizio rispetto alla strategia del predecessore, Gianni Chiodi, che l’aveva posta in liquidazione con il chiaro intento di chiudere i battenti di quello che più volte aveva definito “fonte di sprechi e carrozzone politico”.

D’Alfonso la pensa in modo opposto. “Voglio trovare una soluzione che ci consenta di disporre anche di una expertise nell’ingegneria e Abruzzo Engineering ha questo profilo di esperienza”, dice per la prima volta con chiarezza.

Proprio lui che si è tirato fuori almeno pubblicamente dal dubbio amletico, chiusura o rilancio, affidando in toto la questione a uno dei suoi collaboratori di più stretta fiducia, il vice presidente della Giunta nonché assessore alle Attività produttive Giovanni Lolli.

Il presidente pone un paletto, ed è impegnativo: “Dobbiamo solo sanare e risanare quello che viene dal passato”, spiega.

Una frecciata che pare diretta certo agli ultimi 6 anni di gestione del centrodestra ma anche e soprattutto all’era precedente, quella del centrosinistra di Ottaviano Del Turco, con il quale, com’è noto, i rapporti dell’ex sindaco di Pescara sono sempre stati burrascosi.

D’altronde era stato proprio Del Turco, in accordo con il suo amico Pierfrancesco Guarguaglini, l’allora potentissimo presidente di Finmeccanica, e con l’allora presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, a far nascere nel 2006 la società dalle ceneri di Collabora Spa, con lo scopo di abbattere il “digital divide”, la divisione digitale tra chi ha collegamenti veloci a Internet e chi no, nelle zone interne dell’Abruzzo.

Le azioni della Spa sono controllate al 60% dalla Regione Abruzzo, e al 30% proprio da Finmeccanica attraverso Selex Service Management, il restante 10% è infine della Provincia.

L’endorsement di D’Alfonso apre nuovi scenari rispetto al futuro assetto della società, guidata attualmente un collegio di liquidatori composto dal presidente, l’avvocato aquilano Francesco Carli, e da due componenti, Vincenzo Genovesi e Luigi Puzzovio.

Il collegio ha messo a disposizione il mandato nelle mani del nuovo presidente della Regione per eventuali rinnovi ma fin qui tutto è rimasto bloccato, le assemblee dei soci sono slittate l’una dopo l’altra mentre le riunioni del collegio, cui hanno partecipato anche rappresentanze dei lavoratori, non hanno sortito effetti.

Si era parlato di una proroga anche lunga oppure di un reincarico formale, ma non sono mai usciti nomi di possibili candidati in sostituzione dell’avvocato Carli, nominato dal centrodestra e che, a questo giornale, ha dichiarato di non voler continuare a tutti i costi, smentendo le voci che lo volevano pronto ad assumere la guida delle fase di rilancio.

Lo stallo, che dura da mesi, ha suscitato polemiche anche interne al centrosinistra, per esempio con le frecciatine contro D’Alfonso e i suoi, fino al consigliere regionale aquilano Pierpaolo Pietrucci, giunte da parte del presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, Carlo Benedetti, che in passato è stato presidente di Collabora e quindi conosce a menadito la situazione.

Gli scenari sono ancora più che mai fluidi, ma ora D’Alfonso ha almeno chiarito la volontà politica dell’amministrazione che guiderà la Regione per i prossimi 5 anni: Abruzzo Engineering non chiuderà ma dovrà essere rilanciata.