L’AQUILA – La Regione Abruzzo muove i primi passi formali per salvare Abruzzo Engineering, la società mista pubblico-privata in liquidazione con 185 dipendenti, 110 dei quali impegnati nella ricostruzione post-sisma dell’Aquila, ma con convenzione scaduta con il Comune, e gli altri in cassa integrazione, e un debito milionario.

Martedì scorso, infatti, facendo seguito alle dichiarazioni espresse in passato dal presidente, Luciano D’Alfonso, la Giunta regionale ha approvato una delibera che formalizza la volontà politica di revocare lo stato di liquidazione e rilanciare la società, facendola diventare “in house”.

La svolta è stata annunciata dal vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, nel corso dell’affollatissima assemblea dei soci che si è svolta nel pomeriggio all’Aquila.

Lo stesso Lolli ha confermato ad AbruzzoWeb i contenuti nel documento, specificando che “vogliamo salvarla politicamente, ma l’azienda si deve mettere in regola, adottando i requisiti formali”.

La trasformazione “in house”, da un lato, consentirebbe di acquisire commesse con affidamento diretto da parte dell’azionista di maggioranza, la Regione stessa, dando modo per la prima volta alla società di lavorare al massimo delle potenzialità e superare il vulnus che l’ha frenata da quando la Commissione europea ha ribaltato il verdetto del Tar italiano, precipitando nella crisi Ae.

Come controparte, tuttavia, la natura “in house” obbligherebbe il direttivo a sottoporre tutti gli atti al controllo analogo dello stesso azionista, una forma di controllo mai messa in atto in passato.

La società, infatti, era nata per favorire l’Internet veloce nelle zone interne, ma è andata in crisi quando si è stabilito che, non essendo “in house”, non poteva acquisire commesse a chiamata diretta dalla Regione: di qui la liquidazione, nel dicembre 2010, anche con l’accusa di essere un “carrozzone politico” da chiudere quanto prima del precedente governatore, Gianni Chiodi.

Quasi 10 anni fa a tenere a battesimo Abruzzo Engineering era stato un altro presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, in accordo con il suo amico Pierfrancesco Guarguaglini, l’allora potentissimo presidente di Finmeccanica, e con l’allora presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane, facendo nascere la società dalle ceneri di Collabora Spa.

Le azioni della Spa sono controllate al 60% dalla Regione Abruzzo, al 30% da Finmeccanica attraverso Selex Service Management, il restante 10% è infine della Provincia aquilana che, però, per bocca del presidente, Antonio Del Corvo, di recente ha annunciato la volontà di recedere dalle quote, ipotesi su cui c’è polemica.

La delibera di Giunta è anche, indirettamente, una risposta a quanto affermato dall’attuale presidente del collegio dei liquidatori, l’avvocato aquilano Francesco Carli, che a questo giornale aveva invocato da D’Alfonso di “dare corpo a quanto affermato” quando, pure ad AbruzzoWeb, aveva detto di voler salvare Ae per contare sulla sua “expertise nell’ingegneria”. Alberto Orsini