PESCARA – Sulla nuova manovra del governo e in attesa della Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza (Nadef), il centrosinistra si è fatto sentire all’Abruzzo economy summit con il vicepresidente della Commissione bilancio del Senato, Antonio Misiani. “Secondo noi, sono necessarie tre tipologie di interventi: utilizzare al meglio le risorse che abbiamo per fare ripartire l’economia, a partire dal Pnrr e dai fondi della nuova programmazione europea, finanziare i servizi essenziali quali sanità e scuola e poi difendere il potere d’acquisto delle famiglie, che è crollato in due anni per l’inflazione”, ha affermato l’esponente dem.

“L’Italia è di fronte ad un bivio, l’economia in Europa e nel nostro Paese si è fermata, può ripartire se si fanno le scelte che servono al Paese”, ha detto ancora, auspicando “scelte coraggiose su due versanti”. Il primo per la crescita e lo sviluppo: “Le risorse le abbiamo a disposizione: i 230 miliardi del Pnrr e i 75 miliardi della programmazione europea 2021-27. Dobbiamo spendere presto e bene quei fondi e fare le riforme previste nel Pnrr”. Il senatore del Pd ha ribadito che “alcune scelte del Governo non lo hanno convinto”, riferendosi in particolare all’accentramento della governance del Piano a Palazzo Chigi e anche “la scelta di cancellare 17 miliardi di progetti, che erano in capo ai comuni e che potevano essere velocemente cantierizzati, aiutando le Pmi del territorio”.

Il secondo versante è quello della coesione sociale: per Misiani, “le disuguaglianze si sono molto allargate negli ultimi decenni e l’inflazione ha peggiorato le cose, perché ha ridotto il potere d’acquisto dei redditi fissi, colpendo in maniera particolare chi sta peggio”. Da qui la richiesta di “un nuovo patto sociale, che contrasti l’inflazione anche a livello nazionale, che lavori per affrontare la questione salariale”. Un ultimo tema trattato ha riguardato il mondo del lavoro: “Servono una legge sul salario minimo, come già accade per 22 su 27 dell’Ue, il rinnovo dei contratti, la proroga del taglio al cuneo fiscale e un patto che permetta ai lavoratori di partecipare agli utili e alla gestione dell’azienda”.