L’AQUILA – Si chiama Abrex, è come una banca del tempo ma dedicata alle imprese, e chi vi aderisce si scambia risorse, servizi o prodotti.

Così, oggi, quasi 200 aziende in Abruzzo, tornando al baratto, affrontano la crisi.

C’è il ristoratore, che offre pasti in cambio della fornitura delle materie prime, piuttosto che l’agente pubblicitario che offre il suo servizio in cambio della consulenza di un legale.

Società a responsabilità limitata con sedi a Vasto, Spoltore, San Valentino in Abruzzo Citeriore, Teramo e in apertura all’Aquila, Abrex è nata poco più di un anno fa sulla scorta di quanto fatto in molte regioni italiane e sulla scia del successo di Sardex, che in Sardegna raccoglie 3200 aziende e viaggia alla media di un milione di euro di transazioni a settimana.

È essenzialmente una comunità, costituita da un crescente numero di aziende e professionisti, che si associano per incrementare il proprio business attraverso un moderno baratto. Del tutto legale e normato dal Codice civile.

“È una rete d’impresa e come tale fa in modo che tutti gli attori siano equivalenti, valgono i principi di reciprocità – spiega Michele Perrozzi, direttore commerciale di Abrex – E’ una concetto sviluppato in Svizzera, dove oltre 70mila aziende sono associate a questo sistema. Inoltre in questo modo è impossibile evadere le tasse”.

“È stato costituito un paniere omogeneo di imprese, dall’inizio dell’anno sono state effettuate 400 transazioni per un ammontare di 400mila euro” dice Luciano Fiore, amministratore delegato.

“Si tratta – spiega – di risorse create dal nulla, legate a beni o servizi che altrimenti non sarebbero stati venduti o erogati. Il sistema Abrex è anche garanzia di concorrenza, perchè nella rete di imprese avviene di fatto un calmieraggio dei prezzi”.

Numerose le esperienze positive delle imprese che hanno già aderito. Dal piccolo commerciante alla grande società, passando per il dentista e il ristoratore.

Paola Panfili, della Tkm Idea, cartolibreria a gestione familiare di Gioia dei Marsi (L’Aquila), confessa che senza l’ingresso in Abrex non avrebbe potuto acquistare il nuovo registratore di cassa.

Molta fiducia viene riposta anche dagli imprenditori che hanno aderito senza ancora trarne benefici. Come Davide Galassi, titolare della Dg Promotion, agenzia di comunicazione dell’Aquila, e il ristoratore Luca Taralli, della Cartiera del Vetoio.

“Spero che mi porti lavoro e un pò di pubblicità attraverso il passaparola, è essenziale che tra le persone si instauri un rapporto di fiducia. Lo scambio merce è sempre esistito, che ora sia normato anche a livello fiscale è un’ottima cosa” dice Galassi. “E poi con il credito di Abrex puoi anche pagare il meccanico o il dentista, purchè associati, quindi quel che offri hai comunque modo di recuperarlo”.

Di rivoluzione parla il ristoratore aquilano che ha ospitato il meeting di presentazione di Abrex all’Aquila: “E’ un baratto legalizzato, la fortuna è di avere liquidità senza possedere contanti. Anche l’incontro di oggi è pagato in Abrex”.

​Guido Cantalini, che con la sua azienda si occupa di energie rinnovabili e risparmio energetico, confida nell’incremento, anche se marginale, del business e nella possibilità di aggirare gli ostacoli nell’accesso al credito: “È il momento di cercare canali di finanziamento alternativi”.

Esistono casi di imprese, nelle altre regioni dove il sistema è a pieno regime, che grazie a questo sistema si sono salvate vista l’ingente quantità di merce invenduta che avevano.