CHIETI – Il taglio della Provincia di Pescara e, al contrario, la sopravvivenza di quella di Chieti riaccende i focolai di campanilismo tra le due città.
L’arena di scontro prediletta, come spesso accade, è Facebook, dove si stanno scatenando gli sfottò.
Sul profilo di “Chieti mania” per esempio, compare un post con il “meme” di Gene Wilder nel ruolo del Willy Wonka della Fabbrica di cioccolato che dice: “Pescara provincia di Chieti? Ti prego, parlami ancora della più grande metropoli dell’Adriatico” e giù risate.
Un utente stizzito, di sponda biancazzurra, commenta “Pescara è grande da sé”. La replica di Riccardo è pungente: “Una volta Napoleone stava entrando in un ricevimento e un suo luogotenente, vedendolo in difficolta nell’appendere il proprio soprabito (notoriamente Napoleone non era molto alto), gli disse ‘maestà, la aiuto io visto che sono più grande?’ e Napoleone rispose ‘ragazzo lei è solo più grosso, il più grande sono io!'”.
Un altro ancora attacca: “pescarese dove vai se la targa non ce l’hai?”. Ma Giacomo non se la prende: “io la toglierei subito come Provincia perché ci saranno meno politici, e Pescara ci guadagnerebbe a livello economico. Non vedo alcun motivo perché dovrei rosicare…”.
La diatriba Chieti-Pescara è stata alimentata anche da alcune uscite improvvide di autorevoli esponenti istituzionali teatini come il sindaco, Umberto Di Primio, e il presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio.
Di Primio, riferito all’ex allenatore del Delfino Zdenek Zeman, artefice della promozione in serie A, lo apostrofò come “mezzo rom”, mentre Di Giuseppantonio aveva parlato di “Chieti capoluogo di Pescara”.
Immaginabili il seguito di polemiche, smentite e mezze rettifiche.
Ma ci sono stati anche dei risvolti poco edificanti, come quello che ha visto un anziano tifoso del Pescara insultato durante una processione a Chieti perché indossava una tuta del club adriatico, oppure l’aggressione ai danni di un gruppetto di tifosi che stava festeggiando la promozione della massima serie. (pi.bi.)
MASCIA: “PESCARA CAPOLUOGO PROVINCIA, SCELTA PIU’ OPPORTUNA”
“La manovra della spending review definita nelle ultime ore va decisamente nella direzione indicata dal centrodestra appena una settimana fa, ossia nella creazione in Abruzzo di sole due Province, quella dell’Aquila, capoluogo di regione, e quella che vedrà unificate Pescara, Chieti e Teramo, già denominata, secondo alcune notizie, la provincia ‘Adriatica’. In questo ambito è inevitabile che Pescara dovrà svolgere il ruolo di capoluogo di provincia, trattandosi della città che conta la popolazione più numerosa, essendo di fatto il centro nevralgico regionale per traffici, cultura e turismo, oltre che la seconda sede istituzionale della Regione Abruzzo, e potendo contare su infrastrutture uniche in Abruzzo”.
Lo scrive in una nota il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, intervenendo sulla manovra del taglio delle Province contenute nella spending review.
“A questo punto – prosegue – la mobilitazione di tutte le forze produttive e politiche del territorio diventa fondamentale e, dopo aver già avuto contatti con alcune Organizzazioni di categoria del territorio, passeremo alla costituzione di un ‘Comitato per Pescara-Capoluogo’ mentre la Regione Abruzzo e il Cal delineeranno gli ultimi aspetti della procedura di accorpamento che dovrà essere chiusa, secondo i piani del governo, entro fine anno e che inevitabilmente richiederà un attento lavoro amministrativo”.
“Come previsto, con l’approvazione del Decreto – sottolinea Mascia – i contorni della vicenda diventano più chiari: di certo sappiamo che le Province abruzzesi da quattro dovranno diventare 2, di certo ci sono alcuni criteri base e sembra che a questo punto l’ipotesi formalizzata la scorsa settimana dal centro-destra, sull’unificazione delle tre province di Pescara-Chieti-Teramo, sia assolutamente valida, anzi sia già considerata come una ‘scelta obbligata’ da parte del governo. Ora attendiamo solo le conferme ufficiali, ma è evidente che si tratterebbe della scelta più opportuna, parlando comunque di territori la cui vita economica oggi si sviluppa prevalentemente lungo la fascia costiera, e parliamo di economia turistica, industriale, commerciale, balneare e culturale”.
“È evidente – aggiunge – che ora si dovrà passare già alla seconda fase inerente la ripartizione territoriale, ossia la scelta del futuro capoluogo di Provincia, una scelta che, al di fuori di ogni campanilismo, ci sembra più che evidente, considerando parametri di valutazione come la città più popolosa, o il motore economico dell’intero territorio regionale. In questi termini Pescara ha una posizione di assoluta centralità senza dimenticare, come ho personalmente ricordato anche nella lettera inviata una settimana fa al Governo e ai Ministeri delegati, che proprio a Pescara c’è la seconda sede istituzionale della Regione Abruzzo, una sede non casuale, ma indicata nello Statuto”.
“A questo punto – conclude il sindaco – già da lunedì lavoreremo per la costituzione di un vero e proprio Comitato, una Cabina di regia, composta da soggetti ‘interessati’ che dovrà interloquire con la Regione Abruzzo e con il Cal, chiamati ora alla fase più delicata, ossia la definizione della vicenda a livello territoriale, una fase che sicuramente vedrà scendere in campo tutte le forze della regione, alle quali ricordiamo però la necessità di affrontare la vicenda in un’ottica costruttiva e di logica, lasciando da parte il campanilismo, e lavorando nell’interesse dei nostri territori”.





