L’AQUILA – Un presunto abuso d’ufficio per aver cancellato l’indennità di rischio ai medici di base. Questa la ragione alla base dell’indagine della Procura della Repubblica dell’Aquila. avviata nei confronti niente meno del procuratore della Corte dei Conti, Maurizio Stanco e dell’ex governatore della Regione Abruzzo, Luciano d’Alfonso, oggi senatore del Partito democratico.
L’incredibile vicenda è nata da un esposto delle organizzazioni sindacali, dopo che la regione si è adeguata a quanto stabilito dalla Corte dei Conti, ovvero che l’indennità aggiuntiva introdotta nel 2007 non era legittima, e andava eliminata.
La Regione in realtà si è limitata bloccare la indennità per il futuro, senza però mettere subito in esecuzione anche il recupero delle somme, evenienza che aveva fatto nascere una durissima protesta da parte dei medici di base e dei loro sindacati.
Come scrive il quotidiano il Centro, a seguito del pronunciamento della Corte Costituzionale a favore del taglio, la procura ha deciso di avanzare al gip una richiesta di archiviazione per quanto riguarda le posizioni di D’Alfonso e Stanco, ma i sindacati dei medici di base hanno fatto opposizione. La decisione del gip arriverà ad ottobre.




