L’AQUILA – I sindaci e gli amministratori di Lazio e Abruzzo impegnati nella lotta contro il caro-pedaggi e per la sicurezza delle autostrade A24 e A25, stante l’approssimarsi della data del 28 febbraio 2019, ovvero della scadenza del termine fissato da Strada dei Parchi, concessionaria dei due tratti, alla proroga della sospensione dei rincari dei pedaggi, sono decisi a continuare la loro battaglia per ottenere la risoluzione definitiva di tutti i problemi legati al suddetto tratto autostradale. 

“È stata già inviata una missiva al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, per sollecitare l’accoglimento delle istanze già numerose volte reiterate e richiesto un incontro per avere aggiornamenti in merito allo stato delle trattative”, scrivono i primi cittadini in una nota. 

È stato, inoltre, organizzato un incontro per il giorno 31 gennaio 2019 alle ore 18 presso il Comune di Carsoli, al quale sono stati invitati dagli amministratori locali gli attuali presidenti delle Regioni Lazio e Abruzzo e tutti i candidati alla Presidenza della Regione, Marco Marsilio, Giovanni Legnini, Sara Marcozzi e Stefano Flajani. 

“L’obiettivo è quello di portare a conoscenza di tutti i candidati le problematiche legate alle A24-A25 (sicurezza e caro pedaggi); di far conoscere, con carte alla mano, la battaglia che i sindaci e gli amministratori stanno portando avanti da oltre un anno e per avere, sin da ora, l’impegno a trovare insieme, anche e soprattutto dopo il 10 febbraio, le soluzioni definitive al problema”, si legge ancora nella nota. 

“Sono state, inoltre, inviate ai presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, nonché ai presidenti delle Commissioni Trasporti e a quella dei Lavori pubblici delle lettere per richiedere loro un incontro e un sostegno ad una definizione positiva sempre e solo nell’interesse dei territori rappresentati”, aggiungono i sindaci. 

Infine, è” stato rivolto un ulteriore appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, stante il mancato riscontro alle precedenti missive. I nostri territori non possono più attendere, sono necessarie risposte concrete e definitive!”, conclude la nota.