L’AQUILA  – Un’ulteriore proroga del blocco degli aumenti dei pedaggi del 19 per cento dell’autostrada A24 e A25 dal 31 agosto fino al prossimo 30 novembre.

L’annuncio è arrivato oggi pomeriggio, con una nota del Ministero delle Infrastrutture,  all’indomani di una giornata di fuoco, in cui l’intesa per sterilizzare la maxi-stangata era saltata, dopo la fumata bianca nella riunione tra i rappresentanti del Mit e del Mef, alla presenza della concessionaria Strada dei Parchi Spa, del gruppo Toto, sul via libera al Piano economico finanziario.  

Recita oggi invece la nota del Mit:  “Nell’ambito del confronto tra il Mit, in veste di concedente, e il concessionario Strada dei Parchi circa il rinnovo del Piano economico e finanziario e il contestuale piano stralcio per la messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25, è giunto l’accordo, durante un tavolo al Ministero, per un’ulteriore proroga del blocco degli aumenti dei pedaggi dal 31 agosto fino al prossimo 30 novembre”.

Ieri il vice presidente di Sdp, Mauro Fabris aveva definito storica  l’intesa sul Pef,  “in quanto avviene sette anni dopo l’approvazione della legge 228 del 2012 e a dieci anni dal terremoto dell’Aquila. Al varo manca solo il parere dell’Europa”. 

Ma aveva precisato: “Non c’è invece, per ora, l’accordo per sterilizzare le tariffe dal primo settembre prossimo, in quanto Anas nell’incontro odierno si è opposta alla proposta di utilizzo delle rate del prezzo di concessione, come accaduto già in passato, per coprire i costi del blocco delle tariffe, in attesa dell’approvazione del nuovo Pef”.

Il Piano economico prevede  il maxi piano di messa in sicurezza sismica sull’attuale tracciato per un investimento complessivo di circa 3,1 miliardi di euro, di cui 2 a carico dello Stato, e la restante parte della concessionaria. 

Il mega progetto di sicurezza sismica di ponti e viadotti sono stati previsti nella legge di stabilità del 2012 che, dopo il terremoto dell’Aquila del 2009, ha inserito le due arterie nel novero delle infrastrutture di protezione civile in caso di calamità naturali. 
Una vicenda che ha fatto scendere in piazza cittadini ed istituzioni preoccupati per il ritardo dei lavori per la messa in sicurezza sismica e il rischio della maxi stangata.