CHIETI – Indagini in corso per risalire ai componenti del vero e proprio commando, composto da una decina di persone, che ieri ha messo a segno l’assalto al portavalori lungo l’autostrada A14, all’altezza di Ortona, in direzione nord, nel Chietino, con un bottino che ammonterebbe circa 400mila euro.

Le indagini della procura di Chieti, del pubblico ministero Giancarlo Ciani, portano in Puglia, dove agiscono da tempo organizzazioni criminali dedite a questa tipologia di rapina. E non c’è dubbio che gli autori della clamoroso assalto sono dei rodati professionisti.

Sul posto gli investigatori della squadra mobile diretta da  Francesco D’Antonio, hanno raccolto elementi utili come bossoli, detriti e resti di esplosivo, sotto esame le telecamere della zona e le celle telefoniche agganciate.

A bordo del blindato due agenti della società Aquila che trasportavano denaro contante destinati a rifornire gli istituti di credito e gli sportelli automatici delle Marche.

Il gruppo di fuoco, sei o sette persone, è arrivato intorno alle 6.30, nel tratto fra i caselli di Ortona al Mare e Francavilla-Pescara, con due Alfa Romeo Giulietta e una Jaguar, risultate rubate, con i volti travisati dai passamontagna. Hanno stretto a tenaglia il furgone e un tir, presi di mira con smitragliate di Kalashnikov . L’autista del tir è stato costretto a mettere di traverso il mezzo, per bloccare l’autostrada, minacciato da una pistola puntata. Poi il commando ha utilizzato un ordigno esplosivo per aprire il furgone portavalori e la cassaforte, hanno afferrato i soldi e si sono dati alla fuga, lanciando dietro di sè fumogeni  e spargendo chiodi a tre punte a terra.

A circa quattro chilometri di distanza, la polizia ha poi trovato le carcasse delle tre auto usate per l’assalto, due date alle fiamme sulla corsia di emergenza, la terza inondata con la schiuma di un estintore, per cancellare ogni traccia biologica e impronta digitale. I malviventi sono dunque usciti dall’autostrada a piedi, attraverso un varco della recinzione, e si suppone che ad attenderli c’erano i complici con altre auto con le quali si sono dileguati.

Non ci sono stati feriti. Due persone, una di Roma e l’altra residente in provincia di Chieti, sono state medicate e trattate sul posto dai sanitari del 118, per intossicazione da fumi sprigionati dalle fiamme delle auto incendiate e dai fumogeni accesi dai malviventi. Le due persone hanno poi rifiutato il trasporto in ospedale.