CAGNANO AMITERNO – A Cagnano Amiterno (L’Aquila) c’è una chiesa in legno, donata da una parrocchia di Brescia, ”bloccata” e ancora inutilizzata, da circa 2 anni.
La segnalazione è arrivata alla redazione di AbruzzoWeb da parte di un gruppo di cittadini, che chiedono risposte in merito, anche perché la chiesa in legno andrà a sosituire la tensostruttura allestita dalla Protezione civile a seguito del terremoto del 2009, che ha danneggiato la parrocchia dei Santi Cosma e Damiano e dentro la quale a tutt’oggi ”si celebra messa in inverno a una temperatura di -10”, come segnalato dai cittadini.
“Troppa lentezza e a noi non dicono nulla – è la protesta – Ogni settimana esce qualche cavillo che manca, il dato di fatto è che noi non abbiamo la parrocchia, ma non solo per celebrare, proprio come luogo per ritrovarci secondo quello spirito di cristianità che ci accomuna”.
“Stiamo definendo gli ultimi aspetti contabili e siamo in attesa dell’autorizzazione alla spesa computata da parte della Protezione civile – spiega per tutta risposta a questo giornale il sindaco di Cagnano, Iside Di Martino – La chiesa ci è stata donata, sì, ma per renderla agibile serve una serie di autorizzazioni e permessi accessori, tra cui quello per la platea su cui poggiare la struttura e sul quale stiamo definendo l’iter in questi giorni”.
La tensostruttura è stata autorizzata fino al 2018, e a riguardo la Di Martino assicura che “siamo al lavoro per risolvere la burocrazia nel più breve tempo possibile. Anche se di legno, il manufatto non è avulso dalle varie autorizzazioni, necessarie per garantire l’incolumità di cittadini e fedeli”.
E per quanto riguarda le temperature rigide già segnalate all’interno della tensostruttura, il primo cittadino non è d’accordo: ”Non mi sembra faccia così freddo, ci sono stata a un funerale qualche tempo fa. Certo, siamo in inverno e in un paese di montagna”, rimarca.
“Sarà mio interesse fare il possibile perché i miei cittadini abbiano la chiesa il prima possibile, è nel nostro interesse – conclude – dal momento che abbiamo avuto anche sollecitazione dalla parrocchia di Brescia che ha donato il manufatto. Contiamo di risolvere la questione nel più breve tempo possibile”.



