SULMONA, 30 MAG – “Mi hanno tirato fuori dalla macerie dopo circa 12 ore. Ero nel passeggino. Quel giorno terribile mi salvò mia madre, coprendomi con il suo corpo, morendo tragicamente. Purtroppo non l’ho mai conosciuta”.
Il toccante ricordo del bombardamento di 80 anni fa, che si verificò nella piazza Garibaldi di Sulmona (L’Aquila), arriva da Raffaele Bonitatibus, uno dei sopravvissuti alla strage, intervenuto questa mattina nella cerimonia organizzata dal Comune. “Sono cresciuto nel segno e nel ricordo di questa tragedia. Metabolizzare e rimettere insieme i pezzi non è stato facile”- ha proseguito l’ottantenne, oggi in piena salute ma con l’emozione che diventa palpabile. Alle 12.10 di quel fatidico giorno, gli aerei alleati puntarono dritto sul cuore di Sulmona, con l’obiettivo di centrare il ristorante Italia, noto per essere frequentato da uno degli uomini più vicini a Hitler.
Le bombe, i frammenti impazziti degli ordigni e i proiettili di mitragliatrice colpirono in numerosi punti nevralgici della città: corso Ovidio, Palazzo Pretorio, piazza XX settembre, piazza del Carmine e, soprattutto, tra le affollate bancarelle di piazza Garibaldi. Il bilancio della carneficina fu devastante, con 52 civili che persero la vita. Centinaia furono i feriti. Il tragico evento è stato ricordato nel corso della cerimonia alla presenza del sindaco di Sulmona, Gianfranco Di Piero, del presidente del Consiglio Comunale, Cristiano Gerosolimo e degli studenti dell’istituto Mazzini-Capograssi che, con il metodo dell’orienteering, hanno ricercato i punti salienti della tragedia nella piazza delle bombe. Davanti al monumento di Largo Faraglia è stata posizionata una corona in memoria delle vittime.






