L’AQUILA –  “Le polveri provenienti dai tanti cantieri vicini già partiti, alle quali si aggiungeranno quelle dei cantieri che a breve partiranno e la questione dei parcheggi, pochissimi, a ridosso di palazzo Camponeschi, ci sono tutte le documentazioni necessarie per la sicurezza dei dipendenti dell’Università che si apprestano a tornare nel centro storico dell’Aquila?”.

A chiederlo in un’intervista ad AbruzzoWeb, facendo riemergere dubbi di cui si è già discusso qualche anno fa, è il professor Francesco Bizzarri, attuale presidente del Cus dell’Aquila, che due anni fa come Ugl, aveva portato alla luce criticità legate alla situazione ambientale del centro storico, chiedendo appunto delle certificazioni per poter trasferire gli Uffici amministrativi dell’Ateneo nella storica sede.

Il trasferimento del Rettorato dell’Università dell’Aquila a palazzo Camponeschi, già sede della facoltà di Lettere e Filosofia, restituito alla città il 29 settembre scorso, è già iniziato e per il rientro ufficiale bisognerà attendere solo qualche settimana e proprio per questo, Bizzarri torna a chiedere maggiori rassicurazioni ai vertici dell’Univaq.

“Abbiamo chiesto se tutta la documentazione del caso fosse stata eseguita già due anni fa e oggi, a fronte della tragedia che è successa a Genova, con il crollo del ponte Morandi, ci dovrebbe essere una maggiore attenzione, perché la sicurezza di tutti, non solo dei dipendenti è importantissima. Mi auguro che in questi anni l’Ateneo abbia svolto tutti i propri doveri per fare in modo che si torni in centro tutelando la salute dei lavoratori”, spiega ad AbruzzoWeb.

I dubbi sulla tutela della salute dei dipendenti nasce dalla questione delle “polveri sottili”, “abbiamo chiesto se l’Arta avesse eseguito un intervento per valutare eventuali criticità, non so se in questo tempo è stato fatto, ma mi auguro che siano state prese tutte le misure possibili per tutelare i lavoratori”, aggiunge Bizzarri.

C’è poi la questione dei parcheggi: “Sono pochi, quasi nessuno a ridosso di palazzo Camponeschi, soprattutto per via dei cantieri in corso e in vista di quelli che partiranno a stretto giro. Sarà difficilissimo per i dipendenti e per chi dovrà recarsi al Rettorato trovare dei posti per le auto, ma spero che la governance dell’Università abbia tenuto conto anche di questo”, conclude.