L’AQUILA – “A L’Aquila c’è un progetto politico di rinascita e ripartenza, che si fonda su una coalizione ampia e compatta, e su una persona giovane e capace, un sindaco simbolo dopo il terremoto, che ha dimostrato di saper ben amministrare. Un sindaco che ho visto con i miei occhi scavare a mani nude tra le macerie all’indomani del sisma”. 

Così il leader nazionale di Fratelli d’Italia Alleanza nazionale Giorgia Meloni, nel commentare il voto di ieri in Francia, oggi a L’Aquila per sostenere la candidatura di Pierluigi Biondi a sindaco del capoluogo abruzzese. Nella conferenza stampa a palazzo Fibbioni c’erano anche i coordinatori regionali di Fdi-An Giandonato Morra e Etelwardo Sigismondi.

A sua volta Biondi dà la carica ai suoi e invita “a girare la città a testa alta, per incontrare ogni singola persona, parlare con imprenditori e famiglie, con il mondo della cultura e i commercianti”. E sottolinea: “non vogliamo solo inchiodare centrosinistra alle sue responsabilità, abbiamo anche un dettagliato programma che stiamo già illustrando, e le soluzioni ai problemi di questa città”.

Nel suo intervento Biondi ha parlato di commercio e rivitalizzazione del centro storico: “che vogliamo torni ad essere vissuto avveniva prima del 2009. Oggi, da un’altra parte, si presenta un’iniziativa che dovrebbe rappresentare un momento di speranza per tutta la città e che invece vede attaccata addosso la patente di un partito, il Pd, che dovrebbe spiegare alle persone che ha convocato a Palazzo Silone, sperando di svuotare questa sala (non riuscendoci), come mai si chiede di tornare in centro e non c’è un piano parcheggi, come mai il piano della mobilità è stato tirato presentato nel 2012 prima delle elezioni e poi rimesso nel cassetto. Spieghino perché il centro, nelle ore notturne, è in balìa di chiunque nonostante risorse stanziate ed inutilizzate per un sistema di videosorveglianza”

“Dovrebbero spiegare, dal Pd, – ha aggiunto Biondi – come mai due anni fa, con una scelta scellerata, hanno aumentato le tasse locali senza alcun motivo, nonostante proprio in questa sala qualche giorno prima fosse stato presente il capogruppo Zanda e avevano promesso degli emendamenti per ripianare i mancati introiti del bilancio comunale. Dopodiché la città ha assistito all’azione di una senatrice, di questa città, del Partito democratico, che ha fatto degli emendamenti per ripianare il bilancio del Comune dell’Aquila senza copertura, prendendo in giro l’intera città, prendendo in giro i commercianti che hanno visto aumentare le tasse, le famiglie che hanno avuto più tributi e minor potere d’acquisto. Qual è la loro visione di città? Quale prospettiva hanno costruito in questi anni? Noi non siamo, come strumentalmente qualcuno ha voluto sottintendere, contro il ritorno delle attività e della vita in centro storico. Noi abbiamo le nostre idee, alcune le abbiamo illustrate e altre le presenteremo alla città”.

Il candidato Biondi ha ricordato l’incontro con l’onorevole Meloni la mattina del sisma del 2009: “quando arrivò nella piazza del comune di Villa Sant’Angelo con la sua auto privata e mi chiese di cosa ci fosse bisogno.  Si è data da fare per individuare fondi che hanno consentito alle società sportive di sopravvivere, dal calcio al rugby al basket così come con altre risorse fu creata una rete sociale per la tutela dei bambini e dei ragazzi, che già all’epoca si capì che sarebbero stati i più a rischio dopo il terremoto”.

Meloni ha poi affrontato i grandi temi dell’attualità politica, a cominciare dall’esito del voto in Francia.

“Dal popolo francese è arrivato un avviso di sfratto al governo europeo sia ai partiti di riferimento del partito socialista sia a quelli di riferimento del partito popolare.  Ora la scelta che hanno i francesi è tra un progetto di cambiamento e di rottura con il sistema, che è Marine Le Pen, e con Emmanuel Macron, che sta diventando il carro sopra cui sta salendo l’establishment  per non cambiare nulla”.

E aggiunge:  “Matteo Renzi è inutile che esulti, lui non è certo l’Emmanuel​​ Marcon italiano, semmai è Benoît Hamon, che nelle urne è stato asfaltato”, aggiungendo che Renzi, che “non è certo di destra, ma a pensarci bene non è nemmeno di sinistra, è piuttosto un burattino in mano alle grandi lobby. Per la sinistra poi il popolo va bene solo se fa quello che dice lei. Dato che ora le cose stanno cambiando, la sinistra comincia a teorizzare la fine del suffragio universale e pensano pure di spostare le elezioni politiche”.

Meloni si scaglia contro le coop rosse che “speculano sull’immigrazione che genera un milionario giro di affari” e contro “i radical chic si accorgono del problema sbarchi degli immigrati, solo se vogliono aprire un centro a Capalbio, con il sindaco Pd contrario temendo la svalutazione immobiliare delle ville. Ma non c’e’ per loro nessun problema se si aprono centri in quartieri poveri e nelle periferie”.

ASCENSORE DISABILI IN MUNICIPIO BLOCCATO, BIONDI PROTESTA

“È inconcepibile che nella casa del sindaco, nella casa degli aquilani, un disabile che voleva assistere all’incontro con la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, è stato costretto a essere trasportato a braccia a causa dell’ascensore rotto”.

L’accusa in una nota arriva dal candidato sindaco del centrodestra, Pierluigi Biondi, che ha denunciato la disavventura patita questa mattina da un un cittadino affetto da handicap motorio, giunto a Palazzo Fibbioni, che ospita il nuovo municipio nel cuore del centro storico, per partecipare alla manifestazione con la leader di Fdi-An.

“Una volta dentro lo stabile, l’ascensore, in realtà un montacarichi, non era funzionante ed è stato pertanto necessario trasportare a braccia l’uomo per due rampe di scale – si legge nella nota – Il tecnico è stato contattato nel frattempo ma, quando il disabile ha deciso di riuscire, il montacarichi era di nuovo fuori servizio. Solo grazie all’aiuto di due persone di buona volontà il disabile è riuscito a riscendere le scale e guadagnare l’uscita”.

Biondi rimarca che “se oggi un disabile avesse avuto bisogno di parlare con il sindaco, non avrebbe potuto farlo, a meno che il colloquio non fosse avvenuto a piano terra. Una situazione mortificante”.