L’AQUILA – “Bisogna prendere seriamente e per tempo l’annoso problema delle tasse”.
Non vuole “fare allarmismo” ma suona la sveglia proprio alla vigilia delle ferie di Ferragosto l’imprenditore aquilano Ezio Rainaldi, già delegato di Confindustria L’Aquila in materia di ricostruzione post-sisma nonché presidente del Teatro stabile d’Abruzzo.
Il riferimento è alla spinosa vicenda che vede il “cratere” duellare con l’Unione europea, in particolare con 115 aziende per le quali, secondo un emendamento a una legge dello Stato, la finanziaria 2012, modifica voluta dall’allora sottosegretario Gianni Letta, è prevista la restituzione rateizzata in 10 anni e abbattuta del 60%, dell’importo delle tasse e contributi sospesi nei primi mesi di post-sisma.
Una norma che, però, più volte, fiancheggiati anche dai governi Monti e Letta, enti come Inps e Inail hanno tentato di aggirare, considerando quella agevolazione ‘aiuto di Stato’ e richiedendo perciò l’importo subito e per intero.
Con il governo Renzi, secondo il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, e anche altri, qualcosa è cambiato e ora L’Aquila ha “un alleato” nella lotta con l’Europa, cui è stato recapitato un dossier di 35 pagine per spiegare la situazione.
“Lolli sta lavorando da tempo, il mio invito è affinché ci si prepari per tempo a essere pronti a un confronto e a quella che potrebbe essere un’ulteriore battaglia – spiega Rainaldi ai microfoni di AbruzzoWeb – La politica ha bisogno di sostegno e di fare quadrato con i massimi livelli delle associazioni, fino a quello nazionale. Invito a lasciare da parte poltrone, cariche, vertenze e liti, vediamo i problemi”, esclama, in riferimento ai mille veleni di Confindustria Abruzzo.
Il pagamento per intero “non ce lo possiamo permettere, colpire le aziende sopra i 200 mila euro sarebbe colpire l’unica fonte di lavoro di un gruppo di imprese che stanno sostenendo l’economia locale. Messe insieme generano qualche migliaio di posti di lavoro, sarebbe una mazzata mortale – conclude Rainaldi – Le categorie non devono essere passive ma avere il migliore sostegno, quindi prepariamo e non trascuriamo quello che sembrerebbe sopito ma non lo è”. Alberto Orsini






