L’AQUILA – Due miliardi di fondi europei disponibili per l’Abruzzo nei prossimi anni, fino al 2020, ma che presuppongono la capacità di progettare e proporre, per evitare di perdere un’occasione irripetibile.
Parte da questa consapevolezza il seminario formativo “Elementi di base di euro-progettazione e i finanziamenti europei diretti e indiretti 2014-2020”, cominciato oggi a L’Aquila, organizzato dall’Associazione nazionale costruttori edili, (Ance) in collaborazione con l’ufficio di Bruxelles dell’Ance nazionale ed il Ministero dello sviluppo economico, su proposta del Comitato giovani di Ance L’Aquila
A introdurre i lavori, che proseguiranno anche nell’intera giornata di domani, Giovanni Frattale, presidente Ance L’Aquila, Pierluigi Frezza, da pochi giorni presidente Giovani imprenditori Ance Abruzzo, Paola Inverardi, rettore dell’Università dell’Aquila.
Tra i relatori l’economista Giulio Guarracino, responsabile Ance rapporti comunitari, Roman Bocognani, responsabile Ance affari economici e centro studi.
“Abbiamo inteso organizzare questa due giorni – spiega Frezza – perché è diventato prioritario sfruttare al meglio le opportunità che offre l’Europa in termini di finanziamenti. Questo vale anche per il settore dell’edilizia, si pensi alle opportunità che si possono aprire per la messa in sicurezza antisismica del patrimonio edilizio esistente, in tutta la regione”.
Le risorse messe a disposizione nei prossimi anni dalla Comunità europea, con la compartecipazione dello Stato italiano e anche degli enti locali, sono così suddivise: 900 milioni del nuovo Fondo aree sottosviluppate (Fas), 373 milioni per il Fondo sociale europeo (Fse) e il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), 432 milioni per il Programma di sviluppo rurale (Psr). A cui si aggiungono anche altri canali di finanziamento
“In questo budget – spiega Bocognani – alla luce dei nuovi orientamenti dell’Unione europea in particolare relativamente ai fondi Fas e Fesr, importanza centrale avranno i progetti in grado di incrementare il livello di sicurezza del territorio, di ridurre il rischio idrogeologico, di riqualificare gli edifici pubblici, le scuole e le reti urbane”.
Purchè appunto si sia capaci di accedere a questi fondi, mette il dito nella piaga Guarracino.
“L’Ance – spiega l’economista – sta organizzando incontri come quello di oggi a L’Aquila, in tutta Italia perché è nel suo interesse che aumenti la capacità di euro-progettazione di tutti gli attori di un territorio, dagli amministratori ai professionisti. Ciò che ha determinato finora il mancato utilizzo delle risorse comunitarie, è stata infatti la frammentazione dei centri decisionali, e la scarsa propensione da parte dei Comuni a condividere progetti di sistema e più competitivi. Inoltre lavorare con partner internazionali presuppone ulteriori competenze, e anche una forma mentis diversa, più versatile e competitiva, ed anche in questo si registra un ritardo che va assolutamente colmato”.






