L’AQUILA – “La copertura economica per il pagamento degli espropri c’è, entro luglio 2016 potremo chiudere l’attività di notifica dei decreti nei confronti di tutti i cittadini aquilani”.
Ad annunciare ai microfoni di AbruzzoWeb un traguardo ancora abbastanza distante ma almeno definito e certo è il responsabile dell’ufficio centralizzato espropri, Antonio Gabrielli, alla guida della struttura che risponde ai due uffici speciali per la ricostruzione, della città dell’Aquila e del “cratere”.
Si tratta di un annuncio importante perché destinato a portare nelle casse degli aquilani un totale di 130 milioni di euro tra i 44,5 già impegnati e i 94,6 programmati per quest’anno e i prossimi due.
Soldi che andranno a compensare i cittadini che si sono visti togliere in fretta e furia tantissimi loro terreni nell’immediato post-sisma del 6 aprile 2009, sotto il regime commissariale del capo dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso.
Le particelle sono state espropriate per svariati utilizzi: la realizzazione dei nuovi alloggi antisismici, i 4.500 edifici del progetto C.a.s.e. (72 milioni di euro pagati o da pagare) e i 3 mila moduli abitativi provvisori (Map) nel territorio comunale dell’Aquila e nel resto del “cratere” (18 milioni); gli espropri nel “cratere” (19 milioni); la costruzione dei moduli a uso scolastico provvisori (Musp, 7 milioni), la creazione delle aree di accoglienza previste dai piani di protezione civile (2 milioni), l’installazione di attrezzature per il G8 dei grandi della Terra (2 milioni), l’uso delle cave per le macerie (1 milione) e così via.
Una partita importantissima perché coinvolge 6 mila particelle di territorio aquilano tolte a 25 mila proprietari che hanno ricevuto o riceveranno quei 130 milioni. Un montepremi che a conti fatti sarebbe più leggero rispetto ai 200 milioni stimati all’inizio.
“Siamo arrivati quasi al 60% dell’attività preparatoria degli indennizzi. Siamo scesi da un fabbisogno presunto di 200 milioni a circa 130 grazie ad accorgimenti tecnici – conferma Gabrielli – e abbiamo fatto la proroga per il prossimo biennio in base alle leggi”.
Un sospiro di sollievo per chi, da molti anni, dopo aver sacrificato le proprietà alla ragion di Stato, ha dovuto attendere che si mettesse definitivamente in modo la macchina burocratica per i pagamenti, in principio rallentatissimi nonostante per una volta i soldi, almeno in parte, ci fossero da subito!
La primissima struttura espropri, infatti, era nata dall’ordinanza 3898 del 17 settembre 2010, guidata sempre da Gabrielli. Solo nel 2012 è andata a regime, assegnando circa 20 milioni, ma dal 31 agosto le porte si sono serrate con la fine del regime commissariale.
Un’epoca chiusa dopo il ritorno all’ordinarietà voluto dall’allora ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca con il placet del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e una parte dei primi cittadini del “cratere”.
Solo molti mesi più tardi i titolari degli uffici speciali per la ricostruzione Paolo Aielli e Paolo Esposito hanno indetto un bando per agenzie interinali per reperire 16 persone che si occupassero della vicenda, guidate ancora da Gabrielli, incarico da maggio 2013 a novembre 2014 da 45 mila euro lordi.
Un cambio di piano, dal terra al primo, nello stesso edificio della scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di finanza di Coppito, che prima brulicava di migliaia di persone e oggi è tornata semideserta, ma con una squadra divisa in vari comparti che finalmente pare funzionare.
Ecco perché lo spettro di azioni giudiziarie che si profilava all’orizzonte solo qualche mese fa potrebbe dirsi superato.
“L’ufficio è stato chiuso da agosto 2012 a maggio 2013, in quel periodo la popolazione era allarmata ma ora non ha più motivo di esserlo – assicura il responsabile – Ci sono ricorsi in Corte d’Appello per le indennità per una trentina di pratiche consistenti ma questo è fisiologico”.
“Siamo 22 persone, me ne hanno assegnate altre 4 provenienti da Abruzzo engineering e l’attività va abbastanza bene – conclude – In questi giorni sono arrivati gli ultimi 90 milioni a copertura delle indennità di esproprio perciò il fabbisogno necessario sia coperto”.






