L’AQUILA – “Non sono bulimica o ipertrofica, non mi piacciono i politici che abusano del loro ruolo e delle loro possibilità. Pur partendo molto avvantaggiata, grazie al sondaggio e i risultati che ho avuto, non credo di dover questa volta cadere nella bulimia”.

Così la senatrice del Pd Stefania Pezzopane ha annunciato in conferenza stampa la decisione di non volersi candidare alle primarie del centrosinistra per la presidenza della Regione.

“Peraltro sono al Senato, sono partita da zero e ho guadagnato molto spazio, sono stata collocata in posizioni chiave – ha aggiunto – Se venissi eletta L’Aquila perderebbe il suo senatore e L’Aquila non ha un suo deputato e non può non avere un rappesentante in Parlamento, quindi non me la sento”.

La decisione, ha confessato, “è arrivata stamattina e non l’ho comunicato a nessuno, ero veramente molto indecisa e l’ho ponderata moltissimo. Poco fa ho avvertito D’Alfonso che verrà con me a parlare, mi ha mandato diversi abbracci per questa scelta”.

E in effetti molti erano rimasti all’oscuro delle reali intenzioni della Pezzopane, che solo di domenica pomeriggio intorno alle 18 ha convocato la conferenza stampa.

I maggiorenti del Pd, da Massimo Cialente a Giovanni Lolli, lo hanno appreso solo dai cronisti, e hanno valutato questa mossa come l’indizio decisivo della volontà di candidarsi, che invece stamattina è stata smentita.

Oggi la senatrice non sarà alla decisiva direzione regionale sulle candidature e le primarie, convocata alle 17.30 a Pescara, impegnata nella discussione della richiesta di impeachment al presidente della Repubblica.

La Pezzopane ha ricordato che “in questo ultimo anno mi sono già candidata per ben tre volte: alle Comunali, e sono stata la prima degli eletti, ho preso da sola più voti di 5 liste. Poi alle primarie del Pd, qualche mese dopo – ha proseguito – richiamando alle armi i miei elettori, e anche lì sono stata la prima e per questo schierata come capolista. Infine alle Politiche, ho chiesto e avuto voti, e il Pd qui è risultato primo partito ben al di sopra dei risultati nazionali”.

Anche di qui la decisione di non candidarsi, “perché le energie si devono moltiplicare e non restringere, servono più persone nei posti chiave. Me ne sto dove i cittadini mi hanno eletto, ritenendo che un mandato così importante non vada messo in discussione”.

“Parteciperò alle primarie delle idee con dei progetti – ha aggiunto ancora – perché la Regione non dovrà più dimenticare L’Aquila. Starò in campo a sostenere D’Alfonso. L’Aquila deve dare un risultato ma lui deve dare risposte alle aspettative di questa città e delle zone interne”.

Solo in un caso avrebbe potuto ripensarci, “se avessi visto che ero l’unica che poteva sostenere lo scontro avrei fatto un altro ragionamento, fortunatamente i tre sottoposti al sondaggio hanno tutti più gradimento di Chiodi”, contando oltre all’ex sindaco di Pescara anche il sottosegretario Giovanni Legnini che, però, non si è dimesso e non sarebbe quindi candidabile in ogni caso in base ai paletti della legge regionale cosiddetta “antisindaci”.

Non è mancata, da parte della senatrice, una stilettata al partito regionale. “Hanno deciso di fare vari sondaggi, sondando il gradimento dell’attuale presidente e di alcuni esponenti del Pd. Sono rimasta colpita dalla mia scelta, non avendomelo chiesto, ma l’ho presa bene. È giusto che il Pd sondi i protagonisti, sono lusingata del risultato”.

Numeri che, ha concluso, “mi ripagano anche di fastidiose critiche sia dentro il partito che dei miei avversari politici. Il lavoro pressante ripaga, il livello della mia fiducia non solo all’Aquila è molto diffuso, e questo è un punto a segno per la città”. Alberto Orsini

“LOLLI VICE PRESIDENTE? E’ IL MINIMO…”

“Con la mia decisione di non partecipare alle primarie, L’Aquila non ha il candidato alla presidenza ma certo ha candidati a svolgere ruoli di governo”.

La Pezzopane ha recapitato al candidato ormai unico del Pd una richiesta di ruoli di primo piano per esponenti aquilano.

Su tutti, l’ex sottosegretario e parlamentare Giovanni Lolli, rimasto fuori dalla Camera come primo dei non eletti alle elezioni politiche di un anno fa e nelle scorse settimane indicato come possibile candidato alla vice presidenza della Giunta con D’Alfonso.

Un ticket che, per la Pezzopane, “è il minimo”, facendo pensare anche a una possibile richiesta di assessori aquilani.

“Il nome di Lolli può essere quello di spicco per il ruolo di vice presidente, come già girava nei giorni scorsi, ma non basterà – ha confermato – Questa Regione ha avuto una classe dirigente che ha messo ai margini L’Aquila: presidente di Teramo, vice presidente di Pescara così come il presidente del Consiglio regionale. Pescara è una città importantissima, avrà il candidato presidente, sarà bene che tutti i territori abbiano possibilità”.

“IL FALLIMENTO DEL CENTRODESTRA PRIMA DEL CASO-AMANTI”

“Il fallimento della Regione Abruzzo viene da più lontano rispetto alle vicende piccanti, scabrose e fastidiose, delle ultime settimane. È necessario un nuovo, grande progetto di sviluppo per creare lavoro, il più grande problema di oggi”.

Così la senatrice ha parlato dell’attuale governo regionale di centrodestra.

“La Regione sta vivendo uno dei momenti più delicati della sua storia, siamo di fronte al fallimento di una classe dirigente il cui corollario sono le vicende delle ultime settimane”, ha detto la Pezzopane in riferimento all’inchiesta giudiziaria sulla “Rimborsopoli” in Regione, denunciando “insuccessi nella politica economica, incapacità di seguire le vicende aziendali e le politiche del lavoro, alto numero di giovani che ci abbandonano, assoluta distanza nei confronti della vicenda aquilana e della ricostruzione”.

“SACCOMANNI DEVE DARCI NUOVI FONDI RICOSTRUZIONE”

“I nuovi fondi per la ricostruzione per scongiurare il blocco dei cantieri non servono oggi stesso ma tra giugno e settembre, dove prendere i soldi ce lo dovrà dire il ministro Saccomanni”, ha aggiunto la senatrice sui temi della ricostruzione.

Parlando dell’ipotesi di pescare fondi per L’Aquila dai capitali di rientro dalla Svizzera, “l’impegno è stato votato come ipotesi preferibile ma nessuno si affeziona alla fonte. Anche nel decreto Bankitalia ci sono nuove coperture – ha sottolineato la senatrice – Saccomanni sa che deve trovare i soldi, per quest’anno non ci serve un miliardo esatto ma un po’ di meno, ma nel 2015 servirà un miliardo intero”.

Ieri il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che venerdì incontrerà il ministro dell’Economia Maurizio Saccomanni, ha scritto una lettera al presidente del Consiglio, Enrico Letta, lanciando l’allarme di una possibile chiusura per 6-9 mesi dei cantieri della ricostruzione se non arriveranno presto risorse aggiuntive.

LE REAZIONI

CIALENTE: “E’ UNA POLITICA NAZIONALE, HA FATTO BENE”

“Io e Stefania abbiamo parlato a lungo, ritengo abbia fatto la scelta giusta perché ha un ruolo decisivo ed è una grande risorsa della politica e del centrosinistra della Regione Abruzzo”.

Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, sulla scelta di non candidarsi alle primarie del centrosinistra per la presidenza della Regione contro l’ex sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso.

“In questo momento – sottolinea Cialente – Stefania ha avuto una serie di possibilità che, poiché le ha onorate al meglio, hanno fatto di lei un esponente politico di carattere nazionale”.

L’ex assessore della Giunta cialentiana ricopre la carica di vice presidente della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di palazzo Madama, che si è occupata della vicenda dell’ineleggibilità come senatore di Silvio Berlusconi, e, tra gli altri incarichi, è componente del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa che proprio oggi dovrà occuparsi della richiesta di impeachment per il capo dello Stato presentata dal Movimento 5 stelle.

“In questo momento Luciano D’Alfonso ha deciso di scendere in campo, io come medico sono abituato sempre ad avere una seconda possibilità – aggiunge il primo cittadino – Nel gruppo dirigente abbiamo tante persone, da D’Alfonso alla Pezzopane, e il gruppo ora deve guardare all’obiettivo, che è quello di vincere le elezioni, e non all’interesse immediato di ciascuno di noi”

“Da queste elezioni dipenderà la possibilità per l’Abruzzo di cambiare pagina, iniziare un processo di rilancio, oppure cadere in fondo nella crisi irreversibile in cui ci ha spinto questa Giunta”, conclude.