L’AQUILA – “La zona da riqualificare è sotto gli occhi di tutti, tutti sappiamo chi vive e lavora in quella zona. Senza accusare nessuno, più trasparenza e condivisione in una città da ricostruire lascerebbero meno dubbi a tutti”.

Così il consigliere comunale del gruppo L’Aquila che vogliamo, Vincenzo Vittorini, torna a ribadire dai microfoni di AbruzzoWeb le sue perplessità sull’operazione di demolizione del ponte di via Vicentini e accorciamento di via Roma.

Dopo aver parlato in una sua nota precedente di “interessi commerciali privati”, il consigliere Vittorini non si sbilancia esplicitamente ma sembra fare riferimento velato al fatto che, con la demolizione del ponte di via Vicentini, diventerà molto più evidente, accessibile e in posizione di pregio il centro commerciale via Roma che ospita anche il supermercato e alcuni uffici comunali.

L’operazione non è stata annunciata ufficialmente né pubblicizzata dall’amministrazione ma è stata prefigurata sempre su questo giornale dall’assessore ai Lavori pubblici Alfredo Moroni, che ha evidenziato la riscoperta di Porta Barete, attualmente murata, e il futuro ingresso Ovest della città che avverrà non più da via Roma accorciata ma da via dei Marsi, fino a oggi una piccola strada secondaria.

“Quando si tocca quella che è la base della città non si può agire a sprazzi – sbotta Vittorini – ma nell’ambito di una progettualità a 360 gradi, in una visione di futuro, con idee ben precise, in trasparenza e in condivisione con la città, con chi abita e lavora in quella parte di città e con le forze importanti della città, architetti, ingegneri”.

Il consigliere prosegue accusando, “finora c’è un esecutivo che va avanti a sprazzi, con idee improvvisate, con qualcosa che cammina sottotraccia e può lasciar presagire anche cose non trasparenti. Dubbi che ci vengono in mente quando, approfittando dell’estate, non solo si lanciano idee ma cominciano anche i lavori. Invece la città bisogna rifarla insieme”.

Oltre a bocciare il progetto, anzi l’ipotesi di progetto così com’è stata configurata, Lcv ha preparato un piano alternativo, come spiega il consulente d’occasione del movimento cittadino, l’ingegnere Antonello Salvatori.

“La base del progetto è ricreare il parco urbano di via Vicentini come è stato fino agli anni ’80 – spiega – sfruttandolo come base turistica. Al di sotto c’è un’area ricca di sorgenti, di alberi, si potrebbe riqualificare e ricollegare con la futura area di piazza d’Armi”, oggetto di un masterplan complessivo comunale.

“Con un parcheggio sotterraneo, sotto il parco, non impattante, non visibile, può essere ricollegata con l’area riqualificata in questi giorni con le mura a ridosso della Stazione lungo via Tancredi da Pentima verso le 99 Cannelle, un vero percorso turistico per usufruire di quello che sarà il parco delle mura – prosegue Salvatori – Non perdiamo di vista l’aspetto globale della viabilità e della fruibilità del traffico, la nostra proposta si completa con un ponte dal viale della Stazione oltre il fiume Aterno per poi riallacciarsi alla Mausonia e alla zona Est”.

Da tecnico, Salvatori boccia l’ipotesi-via dei Marsi. “Ricordo che in caso di neve diventava una strada assolutamente intransitabile, sia in salita che in discesa, perché la pendenza supera quella limite e il transito era impossibile. È una via stretta e non rispetta più l’assetto del ‘decumano’ (la via perpendicolare al ‘cardo’ di impostazione urbanistica romanda, ndr) come invece fa via Roma, che rispetta l’impostazione originale anche se aggiunta nel 1800”.

“La porta Ovest da via dei Marsi stravolgerebbe l’assetto urbanistico e storico e pensate alla viabilità di soccorso o ai mezzi pubblici! Dal punto di vista dell’ingegneria dei trasporti è un assurdo”, conclude.