L’AQUILA – Si è chiusa ieri ‘L’Aquila Bene Comune’, la quattro giorni del Partito democratico ‘spostata’ dal Parco del Sole al centro storico, in piazza San Basilio, andata avanti con dibattiti e concerti.

Una festa “da dieci in pagella”, come affermato dal segretario del Pd dell’Aquila Stefano Albano, “non un solito festival ma un’occasione di confronto in un luogo di coesistenza del pre e del post-sisma, simbolo del progetto di L’Aquila Bene Comune che riprenderà da settembre”.

Tanti gli argomenti e le polemiche venute fuori dalla festa Pd in centro storico, non ultime quelle del confronto con il vice ministro dell’Economia Stefano Fassina e il nostro capogruppo al Parlamento europeo David Sassoli, ‘condito’ dal duro intervento del giornalista Paolo Barnard sul tema della battaglia con l’Europa per sbloccare i fondi per la ricostruzione della città”.

“Una festa che andasse un po’ oltre la classica festa dell’unità – come spiegato dal consigliere comunale Stefano Palumbo – in una fase nuova in cui il Pd cerca di tornare a dialogare con la popolazione. La scelta di stare in centro storico è stata azzeccata, una specie di collegamento fra il vecchio e il nuovo, ma è solo un punto di inizio. Da settembre riprenderemo questo percorso per costruire un percorso politico con la città”.

Sul reperimento dei fondi per la ricostruzione dell’Aquila terremotata, anche per Palumbo la battaglia è all’Unione Europea, “tanto che ieri, nel dibattito sono state gettati le basi per la filiera comune-governo-Europa per la nostra causa che potrebbe riguardare anche altre realtà europee”.

Al convegno di chiusura della quattro giorni Pd, ‘La città dei saperi e dei talenti’, cui hanno preso parte, Paola Inverardi, neo rettore dell’Università dell’Aquila, Paolo Aielli, capo ufficio speciale ricostruzione, Oscar Cicchetti, direttore strategie Telecom Italia e Eugenio Coccia Gran Sasso Institute, si è parlato “di un percorso, un lavoro che poi verrà sviluppato nel tempo, affinché anche all’Aquila si raggiunga la consapevolezza di dover essere al centro di una prospettiva internazionale dal punto di vista delle eccellenze”.

“Si muove molto, ma manca la città”, ammette Palumbo.

“Ma non possiamo dedicarci sempre e solo al ‘mattone’, la ricostruzione fisica. Dobbiamo dedicare tempo anche ai ‘contenuti’, altrimenti il nostro sarà un lavoro a metà”.

“Noi giovani del Pd stiamo cercando di dare un contributo concreto alla città – ha detto Albano – chiedendoci che senso può avere un partito come il Pd all’Aquila, il primo partito dell’Aquila. Abbiamo ripreso il dialogo e il confronto interrotto da anni con i cittadini, visto che i dirigenti che ci hanno preceduto non lo hanno fatto”.

Anche Albano è convinto che la battaglia sui fondi per la ricostruzione sia ormai a Bruxelles.

“Non abbiamo invitato Fassina e Sassoli a una passeggiata, ma a prendere degli impegni sul fronte europeo. Lì dobbiamo vincere la battaglia, io da segretario del Pd aquilano manifesterei anche contro un governo Bersani. Per noi L’Aquila verrà sempre per prima”.

“C’è l’idea chiara di capire come mettere insieme forze e competenze per dare un contributo alla città, una città in cui la scienza l’innovazione, la ricerca, l’imprenditoria, fossero elementi comuni”, ha commentato la Inverardi, neo rettore dell’università aquilana. (r.s.)