L’AQUILA – Correva a gran velocità da ragazzino, nella sua Barletta, sfidando Porsche e Alfa Romeo e vincendo quasi sempre sui motori potenti che lo inseguivano.
Una vita in volata per Pietro Mennea che si è spento stamattina a 61 anni in una clinica di Roma per un male incurabile.
Lo sprinter, detentore del record del mondo sulla distanza per oltre 16 anni, ha regalato all’Italia intera uno dei più bei momenti di sport mai vissuti, quando il 28 luglio del 1980 vinse l’oro alle Olimpiadi di Mosca.
Gli studi all’Università di Cassino, sede distaccata dell’Isef dell’Aquila, città dove è tornato nel 2000 per un concorso all’Università dell’Aquila nel quale si classificò primo in graduatoria per la cattedra di Sistematica, regolamentazione e organizzazione dell’attività agonistica, presso alla facoltà di Scienze motorie.
La posizione di professore a contratto però, secondo l’Ateneo, era incompatibile con la sua carica di membro del Parlamento Europeo.
L’Università gli aveva chiesto le dimissioni dal ruolo di parlamentare per poter insegnare nel capoluogo e il governo Amato, rappresentato dall’allora sottosegretario di Stato per l’Università e la Ricerca Scientifica e Tecnologica Luciano Guerzoni, aveva dato ragione all’ateneo aquilano.
Mennea, laureato in Giurisprudenza e Scienze Politiche, è stato poi docente di Legislazione europea delle attività motorie e sportive alla Facoltà di Scienze dell’Educazione Motoria dell’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti – Pescara. (m.gal)
IL RICORDO DI CAPALDI: “AMMUTOLIVA TUTTI CON RISULTATI”
“La gente del sud è una razza diversa, io alle critiche rispondo con i risultati”.
Così Pietro Mennea rispondeva alle critiche di quanti lo osteggiavano all’interno della Federazione di atletica leggera, raccontando la sua storia giornalista aquilano Dante Capaldi, che nel 2001 trascorse una giornata a passeggio con lui nel centro dell’Aquila, dopo la presentazione del suo libro alla sede del Coni.
Soprannominato la ‘freccia del sud’, l’atleta barese, esile come un fuscello ma forte come roccia, aveva personalità e carattere da vendere e per questo, spesso era oggetto di attacchi e critiche.
“Mi autografò il suo libro e poi passammo il pomeriggio insieme, caminando in centro e chiacchierando di sport e non solo” racconta Capaldi.
“Era un uomo squisito, ma anche molto pragmatico, spesso contestato e forse anche invidiato per i suoi risultati – dice – ma lui rispondeva con i fatti, con i risultati e i traguardi. In Federazione c’erano molti che lo osteggiavano, ma lui li ammutoliva con i risultati ottenuti”.
“Ricordo che rimase molto meravigliato e dispiaciuto quando si accorse che era stata rimossa la pista di atletica dallo stadio Tommaso Fattori”, prosegue Capaldi .
“Era un grande estimatore degli atleti abruzzesi – conclude Capaldi – parlammo a lungo anche di Giovanni Lolli, la ‘freccia del Gran Sasso’, grande campione aquilano di atletica leggera, per il quale Mennea nutriva una grande stima”. (m.gal)
SCLOCCO (PD): ”UN CAMPIONE DALLA GRANDE SENSIBILITA”’
“Incontrai Pietro Mennea il 12 marzo del 2004 – ricorda Marinella Sclocco consigliere regionale del Pd – Mi occupavo di disabilità per l’assessorato alle Politiche sociali della provincia di Pescara e all’interno del progetto ‘Informazione e servizi senza barriere’ organizzammo un convegno dal titolo ‘Sport e tempo libero: quando la volontà supera il limite’ al quale Pietro Mennea, allora membro della commissione europea sport e tempo libero, diede molto sensibilmente la sua disponibilità a partecipare”.
“Ricordo l’emozione di sedere accanto ad un grande campione, le cui competizioni seguiva il Paese intero in tv – prosegue – Ma l’emozione più grande la provai ascoltando il suo intervento tanto sensibile alle disabilità. Un intervento incentrato sull’importanza dello sport, non solo agonistico, ma sui riscontri positivi in riabilitazione fisica e soprattutto psichica in ogni fascia d’età”.
“Perdiamo – conclude la Sclocco – non solo un grande atleta, che ha dato lustro allo sport italiano, ma anche un uomo di grande volontà e capacità di impegno politico”.






