NAPOLI – Luigi Di Maio in versione ‘Dirty dancing’ a Napoli.

Al termine della passeggiata elettorale nel quartiere di Montesanto, il ministro degli Esteri, leader di Impegno civico, si è fermato a pranzo nella storica trattoria ‘da Nennella’, dove è stato protagonista di un inaspettato fuori programma.

Dopo i saluti e i selfie di rito con i clienti del ristorante e con i camerieri, questi ultimi lo hanno sollevato e fatto ‘volare’ sulle braccia, sulle note della colonna sonora di un fil molto amato, rievocando la celebre presa acrobatica di Patrick Swayze a Jennifer Gray.

Lungo il cammino, prima della pausa cibo, Di Maio ha fatto diverse tappe, tra pescherie, bar e fruttivendoli della Pignasecca, popolare area mercatale partenopea dove era già stato un paio di settimane fa, quando incontrò commercianti e ristoratori per raccogliere il loro grido d’allarme sul caro bollette.

Intanto il video del “volo” è diventato virale, con i principali leader dei partiti avversari che lo hanno rilanciato.

“Nessuno può mettere Giggino in un angolo”, si legge in un post la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, che ha scritto: “‘Fratelli d’Italia non ha personalità di spessore per un futuro governo’ ripete quotidianamente la sinistra. Il loro Ministro degli Esteri in una delicatissima fase per l’Italia e per il mondo” allegando poi il video.

Non si fa attendere il commento del leader della Lega Matteo Salvini: “Ecco come il ministro degli Esteri lavora per fermare la guerra…” e poi ancora: “Vola vola vola l’ape Maio, vola a casa”.

“Di Maio si offende perché Calenda lo chiama ‘bibitaro’. Noi cercheremo di far smettere Calenda, ma ci batteremo anche perché nessuno chiami più Di Maio ministro della Repubblica italiana. Oggi dobbiamo vederlo ballare ‘Dirty dancing’. Esprimiamo solidarietà alla Farnesina per doversi confrontare col ministro ballerino”, ha detto Maria Elena Boschi all’incontro Renew Roma organizzato da Italia Viva all’auditorium Conciliazione.

Per il ministro Mara Carfagna, invece, non bisogna criminalizzare Di Maio “perché oggi ha fatto un po’ di baldoria”. “È stato mio collega di Governo – ha ricordato Carfagna – ma abbiamo fatto scelte diverse. Lui ha scelto di candidarsi in coalizione col Pd, io ho scelto la strada della costruzione del polo della serietà, della responsabilità che difende l’operato del Governo di Mario Draghi, quel metodo di governo che ci ha restituito l’orgoglio e la dignità”.