Da Alfonso De Amicis, storico rappresentante della sinistra di classe aquilana, riceviamo e pubblichiamo.

L’AQUILA – Siamo di fronte alla campagna elettorale più noiosa e inutile dal secondo dopoguerra ad oggi. Potremmo affermare che la situazione è drammatica, ma non seria. Chiunque vinca applicherà l’agenda Draghi. Una élite italiana decadente arrogante, sedotta e abbandonata sulla via di Bruxelles e Washington, giura già prima di vincere che saranno applicati i vincoli europei e della Nato.

I ministri chiave saranno selezionati dal “nostro” presidente della Repubblica e dalle alte burocrazie europee. Ma allora cosa rimane nel e del perimetro italico? Con una plausibile certezza rimarranno le politiche securitarie su migranti e sulla microcriminalità che tanto appassionano i media locali e tanto prudono e solleticano le morbosità della sempre presente piccola borghesia; e nel frattempo distraggono quei settori della società che per via della doppia crisi pandemica e della speculazione sulla energia si avvia vieppiù sulla strada dell’impoverimento.

Capita così che le cogenti contraddizioni dei giovani aquilani e non, vengano affrontate puntando esclusivamente su un piano squisitamente repressivo. Si delega all’apparato giudiziario e poliziesco problematiche che investono elementi valoriali culturali ed educativi. Sono chiamati, o meglio, sarebbe stato utile coinvolgere famiglie e scuole, soggetti legati agli apparati sanitari per prevenire comportamenti che si sostanziano in una vita alienata e senza sbocco già in verde età.

Viceversa si è preferito, come avvenuto con la pandemia e in parte anche con la guerra in Ucraina, affidarsi ad una narrazione semplificata e duale e delegando ad una parte dello Stato la risoluzione di problemi complessi che richiedono conoscenze multidisciplinari e interdisciplinari.

Tuttavia di fronte a problemi che riguardano il buon vivere della città e di tutti noi i temi fin qui citati non trovano udienza in nessun dibattito e comizio elettorale. Non sono capaci di risolvere un problema da loro stessi creato quale quello dell’energia, figuriamoci se si pongono dubbi su questioni che che riguardano cultura e socialità.