L’AQUILA – Tensione in seno al personale della Giunta regionale abruzzese per il mancato pagamento del salario accessorio previsto dal contratto nazionale di lavoro che, secondo quanto si è appreso, viene erogato a dirigenti, funzionari ed impiegati solitamente nel mese di marzo.

Si tratta di una indennità aggiuntiva che varia trai 1.500 e gli oltre 3mila euro l’anno, a seconda del rango del dipendente e della importanza dell’ufficio che spetta ai circa 1.500 assunti nei vari settori dell’esecutivo abruzzese.

Il malcontento è sfociato in uno scontro tra un folto gruppo di dipendenti e la cosiddetta delegazione trattante, paradossalmente una rappresentanza dell’ente regionale che conduce la trattativa con i sindacati.

Ieri nell’auditorium di palazzo Silone, sede della Giunta regionale all’Aquila, dove era in atto un incontro tra la delegazione trattante guidata dal dirigente del settore personale Ida Coluzzi, un incontro con i sindacati, una cinquantina di persone hanno fatto irruzione per capire il perché del blocco.

Ma stando a quanto sottolineato da fonti vicine ai dipendenti sul piede di guerra che non vogliono uscire pubblicamente per timori di ritorsioni, il dirigente, approdata in Regione dopo una esperienza al Comune dell’Aquila, avrebbe chiuso bruscamente ogni tentativo di chiarimento.

Molto amareggiato il gruppo di dipendenti per la chiusura netta di un dirigente che dovrebbe rappresentare i diritti del personale.

Sull’argomento sindacati ed Rsu mantengono le bocche cucirete. Il tutto si sarebbe svolto La motivazione, non confermata ufficialmente, sarebbe collegata al fato che il Nucleo di valutazione non avrebbe ancora consegnato i verbali sulla valutazione del personale, documento determinante, ad esempio, per stabilire la quota di indennità di risultato, altro istituto previsto nel contatto nazionale di lavoro.