L’AQUILA – “Abbiamo investito in maniera convinta, nonostante le difficoltà della pandemia, per gestire un ristorante all’interno del circolo tennis L’Aquila, un polmone verde al centro della città tra i più belli d’Italia, ben sapendo di dover fare sacrifici prima di avere risultati. Ma mai avremmo pensato di ritrovarci in una situazione simile: incuria, abbandono, strade chiuse, parchi e verde nel degrado e muri pericolanti fuori dalla struttura a causa di responsabilità precise del Comune dell’Aquila che forse ha dimenticato questa pezzo di città. E, purtroppo, cosa ancora più grave, tante situazioni precarie e una immagine non certo all’altezza all’interno della struttura, per colpa della gestione dell’attuale Consiglio direttivo con il quale poi abbiamo stipulato un contratto e condiviso tante speranze”.
E’ la denuncia e nello stesso tempo lo sfogo di Andrea Berardi, imprenditore romano comproprietario della società CCT srlf che gestisce il ristorante all’interno del circolo tennis L’Aquila “Peppe Verna”, struttura sportiva immersa nel verde nelle immediate vicinanze del centro storico, il più antico d’Abruzzo, di proprietà del Comune dell’Aquila che da decenni affida la gestione ai soci che si organizzano eleggendo un consiglio direttivo.
L’attuale governance è guidata dal consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci, riconfermato nel 2020.
Il ristorante è stato rilevato nel settembre dello scorso anno, il contratto scade nel dicembre del 2030. Lo spazio per la ristorazione, aperto all’esterno, e l’intrattenimento sono stati determinanti per la immagine e la offerta di servizi di i un circolo che ha ospitato manifestazioni agonistiche di rilievo nazionale ed internazionale.
“Se la situazione non cambierà immediatamente con azioni concrete – spiega ancora l’imprenditore – faremo un appello al Coni nazionale a Roma. Questo, come ultimo tentativo, poi saremo costretti a chiudere, sia pure ad inizio estate. Ne abbiamo parlato più volte con la dirigenza del circolo ma finora non è cambiato nulla. Anzi, da ottobre notiamo una totale mancanza di collaborazione da parte del Consiglio nella gestione che dovrebbe essere condivisa della nostra avventura imprenditoriale all’interno del circolo tennis”.
Un po’ diverso il discorso con il Comune dell’Aquila: secondo quanto riferito, gli imprenditori hanno incontrato per due volte il sindaco, Pierluigi Biondi, prima delle elezioni del 12 giugno che hanno riconfermato l’esponente di Fdi: “Biondi ci ha rassicurati di un intervento fattivo dopo essere venuto a farci visita per rendersi conto di persona delle criticità da risolvere immediatamente”, spiega ancora Berardi.
Berardi disegna un quadro davvero poco edificante: “Dopo due anni di difficoltà importanti nel settore della ristorazione abbiamo deciso di investire nel circolo tennis L’Aquila, città che di rinascite è davvero maestra – chiarisce ancora -. Un luogo che avevo sempre sentito nominare e che reputavo essere un fiore all’occhiello sia come struttura sportiva che ricettiva del centro del capoluogo regionale. Da ottobre invece abbiamo notato una totale mancanza di considerazione nei confronti del circolo tennis da parte dell’Amministrazione comunale e dalle Istituzioni tutte”.
Ecco elencati alcuni dai fatti: “A fine marzo crolla una parte delle mura di cinta all’inizio di viale Ovidio. Da quel giorno, strada chiusa, mai riaperta neanche parzialmente e nessun ufficio comunale che si è messo in contatto per informarci su tempi e modalità dei lavori. Nulla di nulla! Pensate che con la chiusura all’altezza della piscina comunale, abbiamo grossi problemi a scaricare le materie prime per il ristorante vista la fatica che devono fare per consegnare i fornitori che anche i fornitori non vengono più volentieri”.
I disagi sono generali e non risparmiano nessuno: “un disabile non ha più accesso, un fornitore non può scaricare ma soprattutto un cliente ha un accesso assolutamente proibitivo, scomodo, pericoloso”.
E non finisce qui: “Nel frattempo è arrivata la stagione estiva – continua Berardi -, e il circolo al suo interno continua a versare nel suo stato di abbandono, mentre sono iniziati i campus per i ragazzi che giocano praticamente scorrazzando in un cantiere aperto, tra muretti di cemento e depositi di materiale che dovrebbero servire per ultimare una palestra rimasta cantiere senza una motivazione. E nel frattempo i bimbi quando piove sono costretti a giocare negli spogliatoi, anziché nella palestra, quasi ultimata e inspiegabilmente ancora chiusa. Per non parlare del verde, non più curato, e dello stato di abbandono sia della parte interna, alle spalle della fontana luminosa sia del parco esterno che che porta dalla fontana all’ingresso del circolo. Fatiscente il parco, fatiscente l’ingresso. Fatiscente tutto il muro perimetrale del circolo a ridosso di entrambe le entrate. Per non parlare delle condizioni di sicurezza: parapetti mancanti o troppo bassi, impianto elettrico non a norma con fili pendenti all’interno di un sottoscala, illuminazione assolutamente non adeguata. Ingressi bui e pericolosi”.
E la conclusione di Berardi è conseguente: “Assolutamente diciamo basta. Noi siamo stufi, porteremo il nostro appello fino al Coni a Roma. Il circolo tennis ha bisogno di interventi ora. Ma ora, vuol dire domani. Altrimenti siamo costretti a chiudere”.





