PESCARA – Dolore e sconcerto per la morte tragica del fotografo romano 31 enne, Gianluca Gasbarri,  che ieri assieme ad un suo amico e coetaneo aveva deciso di scalare ieri il Gran Sasso. I due avevano deciso di percorrere la cresta nord est del Corno Piccolo. Gasbarri, secondo di cordata, ha perso la presa ed è volato giù per 50 metri sul versante nord della cima.

Il compagno, primo di cordata, proprio perché era slegato non è finito giù ed è rimasto illeso, ma è in stato di shock per aver assistito al volo e al decesso del compagno, ed è stato lui a chiamare i soccorsi.

Il pm di turno Stefano Giovagnoni, ha fatto trasportare la salma all’obitorio dell’ospedale Mazzini di Teramo e dopo l’ispezione cadaverica ha firmato l’autorizzazione per la restituzione della salma alla famiglia per la sepoltura.

Ieri sono giunti sul luogo dell’incidente i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico ed è decollato dall’Aquila l’elisoccorso, con a bordo i tecnici del Soccorso Alpino e i sanitari, che purtroppo non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’escursionista romano. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri, per sentire il giovane superstite e cercare di ricostruire l’incidente.

“Io credo che una foto sia bella quando è in grado di parlare da sola, senza alcuna spiegazione”, Raccontava questo in una delle sue ultime interviste rilasciata a un giornale romano il giovane fotoreporter. Nato a Castel San Pietro, di cui ha fotografato ogni angolo, si è poi trasferito nella capitale. A Roma aveva scelto il Pigneto come quartiere in cui vivere, per la vitalità che vibra nella zona.