CASTELLI – Fuori casa da 13 anni e poche speranze di rientrare a breve. Questa la situazione di tante famiglie del centro storico di Castelli, antico borgo del teramano noto per le sue ceramiche, che conta circa mille abitanti, devastato dal sisma 2009 e che in tanti anni poco o nulla ha visto ricostruito.
In particolare, la situazione che più desta preoccupazione riguarda i tanti aggregati che sembrano sempre più invischiati in mille beghe burocratiche e lungaggini varie.
“Nonostante le tante iniziative intraprese dal sindaco Rinaldo Seca, ad oggi i castellani non hanno alcun termine preciso di inizio dei lavori”, viene spiegato in una nota inviata da un gruppo di cittadini ad AbruzzoWeb.
È stato lo stesso sindaco, infatti, nelle scorse settimane, a trasmettere tramite posta certificata una richiesta di chiarimento ai presidenti dei consorzi che non hanno ancora presentato la progettazione, annunciando procedure di commissariamento.
Castelli, negli anni, ha dovuto fare i conti con non pochi accadimenti drammatici: “Veniamo da anni di grossa difficoltà – le parole rilasciate ad AbruzzoWeb dal sindaco Seca a febbraio, in occasione della mostra delle note ceramiche all’Expo 2020 di Dubai– Pur essendo sul versante teramano abbiamo pesantemente subito il terremoto aquilano del 2009 e siamo stati nuovamente investiti da quello del 2016 con in più la nevicata”.
Ad oggi, viene ribadito, è ancora tutto fermo e resta solo “una grande e sempre più concreta paura di non poter mai tornare nelle proprie case, mentre si susseguono riunioni di aggregato, verbali, richieste ed aggiornamenti dei vari progetti”.
“Vogliamo delle risposte dai vari responsabili delle pratiche di ricostruzione. Negli anni siamo stati oggetto di un continuo scaricabarile: la colpa di questa situazione sembra essere di nessuno e l’unica cosa certa è che siamo fuori dalle nostre case e, spesso, paghiamo affitti e sosteniamo spese aggiuntive a causa della negligenza di chi non fa appieno il suo dovere”, protestano i cittadini castellani che chiedono chiarezza innanzitutto ai presidenti dei vari aggregati.
“Resta l’amaro in bocca per una situazione ferma da troppo tempo e il timore che ciò possa avere pesanti ed ulteriori ricadute anche sul tessuto economico e sociale dello storico borgo della ceramica”.
A tal proposito, lo stesso primo cittadino ha tenuto a precisare: “Castelli è una realtà molto particolare, è un piccolo borgo di mille abitanti, l’unico centro d’Italia dove c’è una mono-economia, tutto ruota attorno alla ceramica. Tutto è funzionale all’indotto, ed è tra i centri di antica tradizione dove ci sono più artigiani attivi. Oggi abbiamo più di 30 partite iva che lavorano con la ceramica, un settore attivo e dinamico nonostante difficoltà”.






