L’AQUILA – Non disponibili i monoclonali, efficaci nella parte iniziale della malattia, nella farmacia dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila in un momento in cui il Covid, sia pure con conseguenze meno gravi, è in forte risalita: la grave carenza si sarebbe verificata in particolare nella giornata di giovedì ed avrebbe causato il rinvio, a ieri ed oggi, di diverse inoculazioni ad alcuni pazienti che hanno bisogno di questa terapia entro 5 giorni dal contagio.

Tra questi anziani, cardiopatici, diabetici, immunodepressi.

La denuncia di un disservizio molto grave “un’emergenza nell’ emergenza” è arrivata direttamente a questo giornale, provocando vibranti e sdegnate proteste.

Secondo quanto riferito, i vertici dirigenziali dell’azienda sanitaria sono corsi ai ripari avviando immediatamente le ricerche in altre Asl abruzzesi. Le dosi sono state reperite, alcune già inoculate. Altre lo saranno oggi nel reparto malattie infettive.

Il caso ha provocato polemiche tra malati e familiari. Non è la prima volta che in strutture della Asl provinciale vengono denunciate carenze di medicinali, di materiali e dispositivi.

Casi denunciati da sindacati ed amministratori con critiche si vertici tra cui il direttore generale, Ferdinando Romano, che da meno di un anno ha sostituito Roberto Testa, il quale dopo essere andato in rotta di collisione con il centrodestra che lo veva indicato, in particolare FdI, si è visto revocare anticipatamente il contratto. Al suo posto Romano, in quota Lega.