ROMA – “Centocinquantasettemila morti stanno lì a ricordarci che non siamo stati bravi come si dice; accreditarci come tali è una mistificazione”.

Ai microfoni di “In vivavoce”, su Rai Radio 1, il microbiologo Andrea Crisanti dice che “i numeri parlano da soli: siamo secondi in Europa per numero di decessi, quinti o sesti nel mondo se si eliminano Paesi meno popolosi. Francamente non capisco da dove nasca tutto questo trionfalismo”.

In merito al nuovo dl Covid che segna il graduale addio alla pandemia con la fine dello stato di emergenza: “Eliminare la quarantena per i contatti? Se stessimo parlando della variante di Wuhan non sarei d’accordo, ma con questa variante qui che ha un indice di trasmissione di 12, in cui la maggior parte delle persone sono asintomatiche, e in più i vaccinati se si infettano neanche se ne accorgono, l’impatto che ha la quarantena è limitato, bisogna guardare le cose per quelle che sono. Il quadro è completamente cambiato dall’inizio”.

“Due anni fa – ricorda – avevamo un indice di trasmissione 2, non avevamo i vaccini, adesso abbiamo un virus che ha un indice di trasmissione come il morbillo, abbiamo dei vaccini che hanno durata limitata, su questo dobbiamo ragionare. Ieri si sono vaccinate 15 mila
persone e se ne sono infettate 80 mila, la maggior parte di queste persone guarirà e svilupperà un’immunità maggiore da quella indotta
dal vaccino. Bisogna fare i conti con la realtà”.