ROMA – Mentre continuano ad arrivare profughi ucraini, in Italia si accende il dibattito sull’eventuale estensione del Super green pass e quindi, soprattutto, la vaccinazione a chi fugge dalla guerra.
In Ucraina la campagna vaccinale non ha registrato un successo nelle adesioni, tanto che la quota di somministrazioni si attesta tra il 30 e il 40%. Da qui il dibattito tra esperti e politici in Italia, alla vigilia, tra l’altro, della fine dello stato di emergenza, fissata per il 31 marzo.
Ieri il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ha assicurato che non ci sarà “nessun obbligo super Green pass per i rifugiati”.
Ma per Mauro Pistello, direttore Unità di Virologia Azienda ospedaliera universitaria di Pisa: “Chi arriva in Italia deve necessariamente rispettare le regole e questo vale anche per il Green pass. Soprattutto poi se parliamo di profughi che arrivano da un Paese dove la copertura vaccinale anti-Covid è circa del 30% – dice all’Adnkronos Salute – Dobbiamo essere sicuri che non arrivino positivi in Italia e poi a chi non è vaccinato deve essere data l’opportunità di vaccinarsi, ma devono sapere che qui c’è il Green pass e dovranno adeguarsi”.
“Braccia aperte agli ucraini che hanno sicuramente bisogno di essere accolti. Ma bisogna aiutarli garantendo massima sicurezza a loro e a noi, e senza lasciare che diritti diversi valgano per persone che vivono sullo stesso territorio”. Per questo la microbiologa Maria Rita Gismondo ritiene giusto che, per chi arriva in Italia dalle aree di guerra e non è vaccinato contro Covid-19, si preveda “immediatamente” un’immunizzazione con le stesse regole in vigore per i cittadini italiani in ottica super Green pass.
“Le mie osservazioni restano come sempre di tipo virologico-epidemiologico, e non politico”, premette all’Adnkronos Salute la direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano, dopo che il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ha chiarito che ai rifugiati non sarà chiesto il certificato verde rafforzato.
“Io credo che sul suolo italiano come principio tutti debbano seguire le stesse regole” e quindi, “vista l’emergenza – precisa Gismondo – evidentemente potremo prevedere un controllo con tampone a stretti intervalli di tempo, con l’immediata vaccinazione di chi non è vaccinato secondo le regole italiane, in modo che in un tempo relativamente breve si possa ottenere sia il controllo” di un’eventuale circolazione virale “sia il raggiungimento del super Green pass. Perché trovo estremamente scorretto – ripete l’esperta – che ci siano diritti diversi per persone che vivono sullo stesso territorio”.
Di diverso avviso il virologo Fabrizio Pregliasco, docente della Statale di Milano: “Si tratta di una situazione particolare, non si può dire ‘vieni qua però ti ‘pungo’ per forza se no vai da un’altra parte’. È chiaro che c’è un rischio oggettivo – chiarisce il medico – ma insomma sarà da monitorare in termini complessivi nell’ambito di un’accoglienza che deve ovviamente offrire assistenza anche sanitaria, come peraltro ha già previsto il commissario Figliuolo”.
“Noi stiamo andando sperabilmente verso una normalizzazione della situazione Covid – sottolinea Pregliasco – e in questo quadro si inserisce l’arrivo di persone che non sono cittadini italiani. In
Ucraina – ricorda l’esperto – solo un terzo della popolazione era vaccinato e quindi è un po’ da comprendere qual è la loro percezione rispetto al rischio del virus, come è stata vissuta nel loro Paese la campagna vaccinale, insomma ci vorrà anche una comunicazione che non sarà immediata”.
Chiede di eliminare il Green pass per tutti il deputato FdI Federico Mollicone: “I profughi ucraini siano i benvenuti. Ci vuole massima accoglienza perché sono loro i veri rifugiati. Mentre gli uomini rimangono a combattere, anziani, donne e bambini sono i veri rifugiati, non gli immigrati economici che il ministro Lamorgese sta facendo entrare dalla Sicilia. Il governo Draghi si copre di ridicolo con l’esenzione del super green pass a chi viene da fuori e potenzialmente può trasmettere il Covid, continuando invece l’obbligo a chi ha già due dosi o comunque è guarito, una questione che raggruppa più di 10 milioni di italiani. Il governo annulli il super green
pass, è un provvedimento ridicolo con l’esenzione ai profughi”.






